La volgarità della sinistra che strizza l’occhio a Salvini

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di Claudio Bazzocchi – 27 agosto 2018

Se il popolo si sposta a destra deluso e arrabbiato contro la sinistra che non avrebbe fatto nulla nei confronti del neoliberismo, allora perché negli ultimi decenni non ha mai premiato la sinistra radicale, che sempre si è battuta contro il liberismo e aveva persino previsto la crisi del 2008, e ha sempre dato fiducia a quella cosiddetta moderata o di governo?

Fra l’altro non è difficile rendersi conto che gran parte di quelli che oggi sputano sulla sinistra anche con esternazioni e modi di fare volgari e risentiti – che non fanno parte della cultura del movimento operaio e della sinistra italiana ma piuttosto della destra – stavano tutti nella sinistra di governo anche con responsabilità dirigenziali ai vari livelli, senza peraltro essersi mai distinti per grande coraggio critico.

Qualcuno potrà obiettare che il cosiddetto popolo sia stato ingannato dai dirigenti di sinistra nei quali aveva riposto la propria fiducia. Ora, anche l’idea di un popolo che si fa ingannare e poi si sveglia non è proprio cosa di sinistra, se consideriamo che per il movimento operaio fare politica non è dare fiducia a qualcuno ma impegnarsi in prima persona nella trasformazione sociale e nell’elaborazione collettiva del mondo. E comunque, chi esalta la vitalità popolare non può cadere nella contraddizione di dire che il popolo può essere ingannato.

Purtroppo le cose non sono così semplici e hanno la loro origine nel cambio di paradigma economico, sociale, culturale e di immaginario che ha profondamente mutato il mondo e persino gli individui stessi nel loro concepirsi nei confronti degli altri e della realtà. Amareggia quindi vedere persone di sinistra dilettarsi in volgari esternazioni contro la propria stessa parte, degne della violenza e dell’incultura della peggiore destra italiana. Sconcerta vedere persone di una certa età e di una certa cultura completamente dimentiche del dibattito che a sinistra ha animato università, riviste, partiti, sindacati sulla crisi del modello socialdemocratico a partire dagli anni Settanta e che oggi avvalorano in modi sguaiati e volgari la storiella di una sinistra traditrice, rea di non aver contrastato il liberismo.

Oggi il capitale pervade la vita di ogni individuo, di ogni territorio, di ogni ambito dell’umano mettendo in valore persino le cellule e a sinistra ci si trastulla con la categoria del tradimento con modalità talmente volgari che nulla hanno a che fare con la sua storia. Ci vorrebbe profondità, complessità, umanità e pensiero per capire come proporre e far avanzare un nuovo tipo di soggettività in grado di contrastare il capitale con un’idea più affascinante e appagante di vita umana, oltre aggiustamenti economici quantitativi che poco possono contro tale potenza di pervasività.

È ora di abbandonare la volgarità e le spiegazioni da quattro soldi.