L’altra metà della Storia (II)

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di Antonio Gaeta 7 febbraio 2019

L’influenza della cultura matrilineare nel corso della Storia

Gesù é realmente esistito ?

Occorre dire che si è a lungo discusso sull’esistenza storica di Gesù. La tesi (ampiamente documentata) è che non c’è alcuna prova che dimostri la sua esistenza, a parte le fonti proclamatesi “cristiane” e per molti fortemente sospette. Gli studiosi rilevano che praticamente tutti gli eventi della vita di Gesù, e molti dei suoi insegnamenti, compaiono anche nelle vite e nelle gesta perseguire da personaggi mitici di altre religioni. Ciò potrebbe significare che la sua figura fu costruita in base a prestiti da altre fonti, per servire agli scopi dei primi capi della Chiesa. Tuttavia, gli argomenti forse più convincenti a sostegno della storicità di Gesù sono il suo pensiero e le sue azioni volte a perseguire l’uguaglianza, anche tra i sessi. Come sappiamo, il sistema politico di allora richiedeva pressantemente la creazione di dei e di eroi, che sostenessero, e non rifiutassero i valori androcratici.

Risulta, dunque, difficile capire perché fosse emersa la necessità di inventare una figura che, come leggiamo nel vangelo di Giovanni (4:7-27), violava le usanze androcratiche del tempo, parlando di frequente e apertamente anche con le donne: cosa di cui gli stessi discepoli «si meravigliavano». Inoltre, infastidiva molto il fatto che egli non perdonava (Non uccidere!) la consuetudine di lapidare le donne che avevano commesso l’“ignobile peccato” di consumare rapporti sessuali con un uomo diverso dal loro marito-padrone: comportamento che contravveniva moltissimo il parere dei sovrani maschi.

Nel vangelo di Luca leggiamo (10:38-42) di come Gesù ammettesse apertamente le donne tra i suoi seguaci, e di come addirittura le incoraggiasse a emanciparsi dai loro ruoli servili e a partecipare attivamente alla vita pubblica. Egli elogia l’attivista Maria più della sorella casalinga, Marta. E in tutti i Vangeli ufficiali si parla di Maria Maddalena e di come Gesù la trattasse con rispetto e affetto (sebbene considerata prostituta dagli stessi evangelisti).

Gesù e Maria Maddalena

Aspetto ancor più sorprendente che apprendiamo dai Vangeli che è proprio a Maria Maddalena che il Cristo si manifesta per la prima volta dopo la resurrezione. In lacrime nel sepolcro vuoto dopo la sua morte, è lei che sorveglia la tomba di Gesù. Qui Maria Maddalena ha una visione, in cui Gesù le si manifesta prima di apparire a qualcuno dei suoi tanto pubblicizzati dodici Apostoli maschi. Ed è a Maria Maddalena che Gesù risorto chiede di annunciare agli altri la sua prossima Ascensione in cielo. Non stupisce, quindi, che ai suoi tempi e ancora oggi, gli insegnamenti di Gesù esercitassero una grande attrattiva sulle donne. Anche se gli storici cristiani raramente ne fanno cenno..

Tuttavia, anche negli scritti ufficiali del Nuovo Testamento ci sono figure importanti di donne cristiane. Per esempio, in Atti degli Apostoli (9:36) leggiamo di una discepola di Gesù chiamata Tabita o Dorcade, la cui assenza spicca nel consueto computo ufficiale dei dodici Apostoli. In Lettera ai Romani (16:7) troviamo Paolo che saluta rispettosamente una apostola di nome Junia, e dice che ella era entrata nel movimento prima di lui. Infatti leggiamo: «Salutate Andronico e Junia, miei congiunti e miei compagni di prigione, che sono insigni fra gli Apostoli e che sono stati di Cristo già prima di me» ! (segue)