Le possibili motivazioni di una nomina inopinata (Gentiloni all’economia)

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Autore originale del testo: Giovanni La Torre

Non ho difficoltà a confessare che ero tra quelli che consideravano la possibile nomina di Gentiloni a Commissario Ue per l’Economia una bufala. L’Italia rimane un paese sotto osservazione ed appariva strano che controllore e controllato fossero gli stessi. Inoltre Gentiloni non ha né conoscenza né esperienza di questioni economiche. Egli infatti ha fatto solo politica sin da tenera età e ha un cognome che fa supporre che non abbia mai lavorato, anche se questo nulla toglie alle sue capacità politiche e alla sua dignità. Allora perché gli hanno dato quella carica importante? Indico quattro possibili spiegazioni:
1) Si voleva dare uno schiaffo alle forze sovraniste, e dimostrare che stare dalla parte di chi conta in Europa paga. Appena Salvini è stato messo all’angolo le forze che lo hanno segregato sono state premiate. Questa mi pare la tesi prevalente, anche se non sempre esplicitata, nei commenti;
2) Corollario e compensativo della precedente spiegazione potrebbe essere che, siccome Gentiloni non capisce di economia, sarà di fatto nelle mani della burocrazia di Bruxelles, la quale è sensibile più alle indicazioni di Francia e Germania;
3) Far scontrare con la realtà dei regolamenti Ue un paese recalcitrante come l’Italia. Una volta che l’Italia ha la responsabilità politica dell’economia europea e di applicare i regolamenti, non può cincischiare troppo con i vincoli di bilancio, a meno che si abbia la forza di cambiarli;
4) L’ultima che indico a mio avviso è la motivazione più probabile e attiene a una questione che ho già sollevato in precedenti “gessetti”. Scrivevo per esempio in quello n. 334 del 11/7/17: “la furbizia (e ipocrisia) della politica economica tedesca sta nel fatto di praticare all’interno una politica antikeynesiana, e di poterlo fare perché la politica contraria la fanno gli altri paesi, i quali con il loro indebitamento alimentano le esportazioni e la crescita tedesche. Cioè gli altri paesi si indebitano e la Germania cresce grazie a questo indebitamento; allo stesso tempo i tedeschi possono esibire ipocritamente i “benefici” della loro austerità interna. Se tutti i paesi del mondo fossero realmente austeri, il primo paese a pagarne le conseguenze sarebbe proprio la Germania”. Allora, la questione sarebbe: la Germania è, come noto, in stagnazione, hanno quindi bisogno di un rilancio della domanda per riprendersi, si ostina a non voler provocare un aumento dei salari interni né tanto meno della propria spesa pubblica, che invece sarebbero le soluzioni più giuste e canoniche, allora che fa? Lascia che la spesa pubblica l’aumentino gli altri, i quali alimenteranno così le esportazioni tedesche. Così dopo aver fatto fesso Draghi facendogli credere di essere contrari alla sua politica monetaria lasca, la quale in realtà agevolava solo loro, adesso i tedeschi faranno fessi e contenti anche i diversi governi e i popoli bue, i quali aumenteranno i loro debiti gioiendo, ma facendo in realtà gli interessi della Germania. La Germania, dal canto suo, potrà ancora vantarsi di avere i conti in ordine e di costituire l’esempio che “dimostra” che le politiche keynesiane non sono necessarie per la ripresa. Evviva!!!
Per attuare un simile disegno cosa c’è di meglio che mettere all’Economia un rappresentante di un paese “spendaccione”, che sarà largo di maniche con tutti? In quest’ottica la Germania potrebbe anche favorire qualche programma di investimenti europeo. Vedremo.