L’Europa è come il Titanic e sulle scialuppe salirà solo chi viaggia in prima

per Gabriella

da il Venerdì di Repubblica  di Curzio Maltese  30 maggio 2014

Ora che il circo elettorale è finito, forse si possono mettere in un angolo le polemiche su Dudù e gli insulti fra mediocri leader dall’ego arroventato e parlare delle faccende serie. Scrivo prima dei risultati ma è ormai chiaro che nel Parlamento europeo si farà una grande coalizione destra-sinistra per continuare le politiche d’austerità. Gli interessi in gioco sono troppo grandi per considerare ipotesi alternative. L’opposizione sgangherata degli antieuropeisti, che peraltro da nazionalisti si odiano l’un l’altro, sarà del tutto inoffensiva.

L’austerità serve soprattutto a due scopi. Il primo è continuare a finanziare il salvataggio del sistema bancario attraverso i tagli al welfare. Le grandi banche del Nord sarebbero già fallite se l’Unione non avesse pompato 1.500 miliardi nelle loro casse, ma molte comunque falliranno nei prossimi anni, perché il conto delle folli speculazioni prima o poi arriverà. Il secondo obiettivo è allargare le differenze fra Nord e Sud Europa per creare nell’area mediterranea una grande riserva di manodopera a basso prezzo, a tutto vantaggio della ripresa tedesca.

Il calcolo dei poteri forti e dominanti, quelli veri, è semplice e cinico. Essi considerano che ormai l’Europa abbia fallito, che sia come il Titanic colpito dall’iceberg e sul punto di affondare.

Si tratta di preparare le scialuppe per salvare i passeggeri della prima classe, la Germania e i suoi alleatidel Nord, e lasciar affondare quelli di seconda e terza, l’Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia. La Germania impone al Sud i tagli allo stato sociale, ma intanto cresce perché protegge e incrementa il suo welfare.

Si è fatta una polemica ignorante sul fatto che dietro al boom tedesco ci sarebbero i mini jobs da 400 euro al mese. Ma i mini jobs, destinati in gran parte ai giovani, funzionano così: si possono guadagnare 400 euro o più al mese per un lavoro di mezza giornata, ai quali si sommano i 400 euro del reddito minimo garantito.

In più lo Stato s’incarica di pagare affitto e riscaldamento e di garantire spese sanitarie e trasporti quasi gratuiti. C’è qualche giovane italiano che non farebbe volentieri a cambio con il precariato a vita? Per non parlare dei salari medi dell’industria, che sono due o tre volte gli italiani, grazie anche alle politiche fiscali. Altro che 80 (o 60) euro. Certo i tedeschi hanno una classe dirigente impressionante per egoismo nazionale, ma anche per qualità, preparazione e competenza.

Noi abbiamo i nostri narcisi arruffapopoli e i trafficoni arraffatangenti. Dove andremo?

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1 commento

Emanuele 9 Giugno 2014 - 16:51

La classe dirigente tedesca pagherà i suoi errori strategici che potremmo sintetizzare in un punto solo: manca di solidarietà intraeuropea. Diceva un santo di cui non ricordo il nome: “meglio essere senza mantello che essere senza carità”. La carità o meglio la solidarietà e una forma concreta del pensar bene per agire meglio.

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