L’uomo attore del suo destino

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Franco Luce
Fonte: PoliticaPrima.it
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di Franco Luce – 18 dicembre 2014

Viviamo in un mondo ansioso, incerto e in uno stato di continua fibrillazione, come se da un momento all’altro, fossimo destinati tutti a cadere in un profondo baratro senza poterne uscire.

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Certamente è un periodo di crisi epocale, però personalmente non credo nella potenza del destino, perché credo nella potenza dell’uomo, sempre pronto a potersi costruire un destino diverso. L’abbiamo visto nell’arco dei secoli, vincitore sulle grandi catastrofi naturali, perciò in grado di far fronte a una catastrofe di tipo economica. Naturalmente, dobbiamo pensare al nostro futuro e vederlo cosi incerto non ci rasserena. La violenza della crisi finanziaria globale che si è riversata su di noi, certo ci porta ad immaginare all’esistenza di una cabina di regia occulta e decisa a trarre profitto a tutti i costi pur di fare il proprio interesse. E’ indubbio che nel mondo esistono centri di potere politico, finanziario e sociale che operano attraverso una fitta rete di sistemi speculativi, ma questo non deve fermare l’opera di risanamento in atto da parte dei governi.

9194547-globalizzazione-globo-con-termini-differenti-associazione-wordcloud-illustrazione-vettorialeL’esito sarà tanto più positivo, quanto più ci convinciamo che è sbagliato pensare che l’intero sistema mondiale sia asservito ad un solo programma di corruzione e di consociativismo politico-economico e delinquenziale. Personalmente sono convinto che i problemi da interpretare ci pongono di fronte ad un pluralismo di idee, ideologie, modi di vivere tanto complessi, da stordirci e disorientarci. La Globalizzazione e l’avvento, negli ultimi 50 anni, di un’economia oligarchica multinazionale, insieme ad una sempre più crescente cultura borghese, ci hanno negato la possibilità di applicare le teorie degli economisti di tutto il mondo da oltre un secolo. In parole povere, siamo privi di una vera e propria teoria economica, finanziaria e sociale. I tempi cambiano, così pure gli uomini, intesi come società.

agenzie-ratingLe conseguenze di tutto ciò è, che le previsioni degli economisti nel loro insieme, non si realizzano mai nei modi che loro hanno indicato per poi vedere gli effetti sui mercati tramite le agenzie di rating. Le politiche sociali degli stati, inoltre, vengono frenate dagli umori delle grandi multinazionali e da una classe politica, sempre troppo stressata e vittima di una guerriglia tra fazioni politiche e bersagliata dai mass media. In verità, siamo tutti nella stessa barca e stiamo tutti remando per uscire dalle torbide acque di una forte tempesta nel mare economico-sociale. Di conseguenza, sono convinto che non si possa, volendo favorire una grande economia, soffocare intere nazioni con politiche economiche e sociali che portano ad un sicuro impoverimento dei ceti inferiori oltre a ridurre notevolmente le capacità dei cosiddetti ceti medi.

Neppure un governo nato con un’unione di partiti è ideale o sufficientemente efficace nel produrre una politica sociale adatta, primo perché è soggetto a differenti identità politiche, non sempre concordanti, poi perché lascia spazio ad influenze esterne o/e a maggiori attacchi sulla politica economica da parte delle opposizioni. La società non ha bisogno di continui contrasti, ne di conflitti sociali, anche se la confrontabilità politica ed economica delle parti politiche e sociali è parte di una vera democrazia. Questo perché le istituzioni, i codici, che regolamentano il nostro ordinamento sociale e legislativo non sono adeguate al confronto senza subire interferenze esterne ed affidate alla gestione di politici che sembrano avere solo l’ interesse di una parte dell’elettorato, anche se governano tutta la nazione.

europa-crisisA ciò i nostri politici e i loro consulenti universitari stanno lavorando da anni, ma di questo lavoro si è visto ben poco e nel frattempo la situazione economico, politica e sociale è mutata. Tutto ciò che fanno è dilungarsi nella formulazione di “Manovre Tappa-buchi” nella speranza di risolvere i nostri problemi. Sperare in chi ci governa è sempre bene, ma sono ben poche le speranze che ci lasciano sulle loro capacità di fare qualcosa, il perché è presto detto: senza una riforma e una ristrutturazione delle istituzioni, dei codici, e delle leggi di questo paese non servirà a fare nulla.

A nulla servirà alleggerire il debito pubblico, che è sempre in crescita e che, quindi, renderà parzialmente o completamente inefficaci ogni tentativo. Il solo risultato sarà che i governi vareranno manovre sempre più severe, e quando per non incollerire i ceti sociali più deboli, ricorreranno ad un alleggerimento della pressione fiscale, saranno i mercati a bacchettarli. A questo punto, siccome non ho mai creduto nella forza del destino, ma nella forza dell’uomo, mi auguro che un positivo cambiamento possa essere raggiunto solo con mezzi di confronto civile e non con sistemi traumatici.

Franco LuceFranco Luce
18 Dicembre 2014

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