“Matteo non capisce”

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Autore originale del testo: Marco Cremonesi
Fonte: Il Corriere della sera

di Marco Cremonesi per il “Corriere della sera” 6 luglio 2019

 

salviniSALVINI

«Adesso era il momento di avere il nostro a uomo a Bruxelles. Oggi, anzi: ieri. Non domani o dopodomani… ». In Lega si mastica amaro: «Matteo non lo capisco…» sbuffano in tanti. I fedeli. I fedelissimi, salviniani fino al midollo.

Convinti però come un sol uomo che «stiamo perdendo un’ occasione dietro l’ altra».

Tutte subordinate a quella più importante: non aver creato le condizioni per far cadere il governo subito dopo le Europee in modo da tornare alle urne nel momento magico. E poi, per non aver «picchiato i pugni sul tavolo» così da ottenere più presto la sostituzione di Paolo Savona come ministro agli Affari europei: oggi l’ interim è in mano al premier Conte. «E così, per noi in Europa chi ha trattato? – sbuffa un leghista di alto rango – Conte, Moavero e Tria». Infine, brucia il non aver portato a casa la presidenza dell’ Europarlamento. E nemmeno la vicepresidenza, (ri)conquistata a sorpresa dallo stellato Fabio Massimo Castaldo al posto della candidata leghista Mara Bizzotto.

putin salviniPUTIN SALVINI

Certo, va detto che il più inviperito di tutti, all’ indomani della prima plenaria a Strasburgo, è proprio il leader leghista: «Vergognoso, vergognoso… Sono semplicemente incredibili. La Lega vince le elezioni e il presidente del Parlamento è uno del Pd. Non bastava? Ci sono le vicepresidenze. E qui, invece che uno della Lega, tutti d’ amore e d’ accordo nell’ eleggere un grillino». L’ ira, certamente, è diretta in primo luogo contro i 5 Stelle che «continuano il loro minuetto con il Partito democratico».

Ma le ire di Matteo Salvini, secondo i fedelissimi, sono dirette anche contro Forza Italia. In quel suo «tutti d’ amore e d’ accordo», i «tutti» sono gli eurodeputati azzurri: «Presiede il Parlamento uno di sinistra eletto con i voti del centrodestra. Complimenti, che rispetto per gli elettori…». Il leader leghista parla di «certe alleanze trasversali molto ma molto strane…». Perché si è «visto tutto, ma i forzisti che eleggono un grillino per gli anni a venire, proprio non si possono guardare…».

MATTEO SALVINI BY LUGHINOMATTEO SALVINI BY LUGHINO

L’ assillo del leader leghista, dopo lo sfortunato avvio di euro legislatura, è quello di «creare in Europa le condizioni per poter influire nei settori che contano». La cosa più urgente, per i leghisti, è che il premier Giuseppe Conte lasci le deleghe del ministro agli Affari europei, prese in carico a marzo dopo che il primo titolare, Paolo Savona ha accettato la presidenza del Consob. Salvini lo ha sottolineato diverse volte, l’ ultima mercoledì scorso: «Sta nascendo la nuova Europa e noi non possiamo non esserci».

La partita dovrebbe chiudersi rapidamente. Tra i vicini a Salvini c’ è chi sostiene: «Basta che ci diano il via libera ad Alberto Bagnai, e il ministro possiamo indicarlo anche oggi». Ma forse non è proprio così. È vero che il professore fiorentino è tra i nomi più citati. Ma non è detto che Matteo Salvini abbia preso la decisione definitiva: l’ oggi ministro Lorenzo Fontana nella Lega continua ad essere assai citato. Certo è che sull’ argomento tra il leader leghista e il presidente della Repubblica non c’ è stata fino a questo momento alcuna interlocuzione riguardo all’ uomo che sostituirà Savona. Nel partito sono tutti pronti a giurare sul fatto che la partita sarà conclusa «a giorni. Al massimo entro la metà del mese».

MEME - CAROLA RACKETE COME LA ISOARDI IN BRACCIO A SALVINIMEME – CAROLA RACKETE COME LA ISOARDI IN BRACCIO A SALVINI

Ma, appunto, anche nella cerchia interna della Lega si stenta a comprendere il disegno di Matteo Salvini e la sua determinazione a continuare nell’ esperienza gialloverde. E c’ è chi glielo dice. Si racconta che quando il vicepremier riunì i suoi ministri a casa sua per «ripassare» i dossier, lo scorso 12 giugno, sia rimasto in qualche modo «sorpreso della sorpresa» della sua squadra.

In buona parte convinta che il governo fosse ormai a fine corsa. E così, le previsioni sono fosche: «Fino ad oggi, i 5 Stelle sono stati, molto relativamente, tranquilli – dice un uomo del governo -.Ma lasciate che si giri la boa di metà luglio, lasciate che lo spettro del voto si allontani: e loro saranno più aggressivi di prima, convinti di avere il tempo di recuperare terreno.

O preparare qualcosa di diverso».

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