Morto Fabrizio Saccomanni. L’Italia perde un servitore dello #Stato come pochi ne ha avuto

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Autore originale del testo: Enrico Letta
Fonte: Corriere della Sera

di Enrico Letta – 8 agosto 2019

Un giorno tristissimo. Apprendo con sgomento la notizia della scomparsa di Fabrizio #Saccomanni. Piango un amico vero, di rare qualità umane, prezioso e fondamentale riferimento nella vita e nell’esperienza di governo. L’Italia perde un servitore dello #Stato come pochi ne ha avuto.

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L’ultima intervista https://www.la7.it/coffee-break/video/lultima-intervista-a-fabrizio-saccomanni-08-08-2019-278651

e il ricordo su il Corriere della Sera

Fabrizio Saccomanni, ex ministro dell’Economia, è morto improvvisamente oggi, giovedì 8 agosto, all’età di 76 anni. Banchiere ed economista, ricoprì il ruolo di ministro dell’Economia nel governo Letta, tra il 28 aprile 2013 e il 22 febbraio 2014. Dall’aprile dello scorso anno era presidente del Consiglio d’amministrazione di Unicredit. A questo proposito ricordava: «È giusto vi sia un periodo di stacco, nel mio caso è stato piuttosto lungo. Ho lasciato Bankitalia cinque anni fa e ho fatto il professore. Ora penso di svolgere questo nuovo incarico nello stesso spirito con cui Bankitalia predica la sana e prudente gestione». E ancora, riferendosi alla sua nuova esperienza professionale: « Il buon governo societario costituisce un elemento chiave che viene valutato da investitori e autorità di supervisione. Il dialogo con tutti i nostri stakeholder è e dev’essere un riferimento costante».

Il malore in Sardegna

Saccomanni ha avuto un malore in Sardegna, in Gallura, dove si trovava in vacanza. È stata una morte improvvisa: il banchiere ed economista – un «civil servant» molto stimato anche dal governatore della Bce, Mario Draghi – si è sentito male in mare intorno alle 13, vicino al campo da golf di Puntaldia, in Gallura, poco lontano dall’albergo in cui era ospite proprio da oggi. I medici hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma non c’è stato nulla da fare. Inutile anche l’arrivo dell’elicottero del 118.

Dalla Bocconi alla Banca d’Italia Gli studi e la carriera

Gran parte della carriera professionale di Saccomanni era maturata all’interno della Banca d’Italia. Era entrato a lavorare all’istituto centrale a 25 anni, già nel 1967, dopo la laurea in Economia e Commercio all’Università Bocconi di Milano e i corsi di perfezionamento in economia monetaria e internazionale presso la Princeton University, nel New Jersey. In Banca d’Italia era arrivato fino al grado di direttore generale.

L’esperienza internazionale

La sua carriera si è sviluppata soprattutto in ambito internazionale. Tra ill 1970 e il 1973 ha svolto il ruolo di economista e assistente del direttore esecutivo per l’Italia presso il Fondo monetario a Washington. Il suo primo incarico per la Banca d’Italia fu a Milano presso l’ufficio per la vigilanza bancaria e finanziaria dal 1967 al 1970. Dopo aver ricoperto il ruolo di vicepresidente della Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra, è stato supplente del governatore nel Consiglio direttivo della Bce. Un grand commis al servizio dello Stato, dunque. Venne chiamato da Enrico Letta per gestire il complicato ruolo di ministro dell’economia e delle finanze nel febbraio del 2013.

In Bankitalia superato da Visco

Tra il 1998 ed il 2002 Saccomanni aveva partecipato ai negoziati per la creazione dell’Unione economica e monetaria e collaborato con il Comitato dell’euro per la gestione della transizione alla moneta unica.Sono anni cruciali per la nascita dell’euro cui Saccomanni aveva partecipato attivamente al fianco di personaggi come Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa, suo compagno di classe alla Bocconi. Non perse il suo abituale aplomb neanche quando nel 2011 venne superato sul filo di lana da Ignazio Visco nella nomina a governatore nonostante la grande stima che nutriva per lui Mario Draghi e l’apprezzamento a livello internazionale per il Direttore generale della Banca centrale italiana.

L’attenzione al presente

Tra le sue opere il volume “Il mondo alla rovescia. Come la finanza dirige l’economia” del 2015 pubblicato per Il Mulino. Attento osservatore degli sviluppi politici ed economici del presente ancora a gennaio del 2019 ammoniva: «Oggi ci troviamo davanti a due potenze che hanno riscoperto il gusto per l’egemonia: sono gli Stati Uniti e la Cina. L’Europa rischia di fare il servitore di due padroni». Gli amici e i collaboratori ricordano il suo grande senso dell’umorismo. Appena 24 ore prima della morte, mercoledì 7 agosto, aveva salutato i giornalisti dopo la presentazione dei conti di Unicredit, parlando anche della sua passione per il calcio (era tifosissimo della Lazio).

Il cordoglio dei banchieri

Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, si è dichiarato «attonito e commosso per la scomparsa di Fabrizio Saccomanni». Patuelli esprime il grande cordoglio di tutta l’Abi di cui Saccomanni era vicepresidente. «Lo ricorderemo sempre per i suoi orizzonti internazionali, la grande cultura, le sensibilità etiche, lo spirito sempre costruttivo, il grande senso dello Stato», conclude. Anche il Consiglio di amministrazione di UniCredit esprime il proprio cordoglio per la drammatica scomparsa del presidente Fabrizio Saccomanni. Jean Pierre Mustier, Ceo di UniCredit ha dichiarato: «A nome di tutto il Consiglio di amministrazione e di tutte le persone di UniCredit voglio esprimere l’immenso dolore per l’improvvisa scomparsa di Fabrizio Saccomanni. Il nostro primo pensiero è per la signora Luciana, così profondamente e inaspettatamente colpita per la perdita del suo affetto più caro. Per me scompare innanzitutto un amico di grande intelligenza e umanità, colto, competente ed arguto. Con Fabrizio, sin da quando fu cooptato nel consiglio di amministrazione, il confronto è stato di grande stimolo e praticamente quotidiano. UniCredit perde un presidente di grandissimo livello e spessore che ha guidato il Consiglio della banca in una fase caratterizzata da sfide impegnative, con grande equilibrio e trasparenza, una visione strategica limpida, un forte senso della direzione di marcia. Nel corso della sua lunga carriera Fabrizio Saccomanni ha ricoperto ruoli pubblici di grande importanza con passione, qualità e amore per l’Italia. La sua scomparsa è una perdita per l’intero Paese». Fino alla nomina di un nuovo Presidente, il ruolo verrà ricoperto dal Vice Presidente Vicario Cesare Bisoni.

Il ricordo di Mustier

La scomparsa di Fabrizio Saccomanni «è una perdita per l’intero Paese». Con queste parole, l’amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, ricorda la morte improvvisa del presidente del gruppo bancario. «A nome di tutto il consiglio di amministrazione e di tutte le persone di Unicredit voglio esprimere l’immenso dolore per l’improvvisa scomparsa di Fabrizio Saccomanni. Il nostro primo pensiero è per la signora Luciana, così profondamente e inaspettatamente colpita per la perdita del suo affetto più caro», continua Mustier. «Per me scompare innanzitutto un amico di grande intelligenza e umanità, colto, competente e arguto», prosegue la nota dell’ad di Unicredit, che ha ricordato come nel corso della sua carriera Fabrizio Saccomanni abbia «ricoperto ruoli pubblici di grande importanza con passione, qualità e amore per l’Italia».