Oro alla Patria

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dichiarazioni di Matteo Salvini:

9 ottobre a margine del G6 di Lione (notizia ANSA)

“La forza dell’Italia, che nessun altro degli amici seduti al tavolo oggi ha, né i francesi, né gli spagnoli, è un risparmio privato che non ha eguali al mondo.
Per il momento è silenzioso e viene investito in titoli stranieri. Io sono convinto che gli italiani siano pronti a darci una mano”

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10 ottobre mattina (notizia ANSA)

Matteo Salvini ad ‘Agorà’ su Rai3. “La manovra non cambia perchè lo spread o Bankitalia dicono che non devo toccare la Fornero, io vado diritto. Non torniamo indietro”.
“Non vogliamo certo chiedere l’oro per la Patria. Ma aiutare chi investe nei titoli italiani è nostra convinzione da anni e c’è nel contratto di Governo. E’ possibile pensare a nuove emissioni di titoli facendo pagare meno tasse a chi investe nel proprio Paese”, ha aggiunto il titolare del Viminale.

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10 ottobre pomeriggio video

Non abbiamo nessuna intenzione di farci influenzare da niente e da nessuno, non prendo in considerazione nessuna ipotesi e nessun numero, noi tiriamo diritto sino a che i giovani italiani non restano in Italia a lavorare. E Poi ai giornalisti che chiedono se lo spread salirà a 400,  replica “lo spread, lo spread, lo spread, se voi ogni mattina avete in testa lo spread, parliamo di cose reali…Per la flat tax saranno a disposizione 1,7 miliardi”

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Commenti:

di Alfredo Morganti – 9 ottobre 2018

Oro alla Patria

“Non staremo fermi, abbiamo più di un’idea”: questa la risposta di Salvini, a margine del G6 di Lione, a chi gli chiede cosa farà il governo se lo spread continuerà a salire. “La forza dell’Italia, che nessun altro degli amici seduti al tavolo oggi ha, né i francesi, né gli spagnoli – ha detto Salvini – è un risparmio privato che non ha eguali al mondo. Per il momento è silenzioso e viene investito in titoli stranieri. Io sono convinto che gli italiani siano pronti a darci una mano”. (Matteo Salvini, ANSA)

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di Roberta de Santis

 Mi sono chiesta spesso quale sarà l’inciampo che farà cadere Salvini & c.. Ecco, forse il danno economico ai privati. Lunedì i sondaggi SWG per La 7 davano -per la prima volta dall’inizio dell’avventura governativa- un calo di Salvini. Puoi distruggere un tessuto sociale, incitare all’odio razziale, ridurre la res publica a una decadente pagliacciata, infierire sui deboli ma guai a toccare gli interessi economici.

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Alfredo Morganti

Oro alla Patria (2)

Salvini ha rivelato di puntare al risparmio degli italiani. Sono bei miliardi, che vorrebbe utilizzare chissà come. Non gli basta lo sforamento del deficit, vuole di più. Nulla di nuovo, badate, si tratta semplicemente del Piano Savona. L’economista che tiene seminari ai ministri ha spiegato che il risparmio vale 50 miliardi di euro, e con quei soldi è pronto a fare i famosi investimenti che nel piano Tria sono appena lo 0,2% del PIL, circa 3,2 miliardi di euro. Poca roba, dice Savona sprezzante, bisogna pensare in grande, meglio (ovviamente) se con i soldi degli altri. Ed ecco la malcelata voglia di arrivare ai 50 miliardi che gli italiani risparmiano gelosamente, dopo lo strappo sul deficit. Pensateci: governano da pochi mesi, ma già hanno messo gli occhi su 40 miliardi pubblici provenienti dal deficit più altri 50 miliardi privati dal risparmio. Nemmeno Renzi ci aveva messo la stessa foga, la stessa bramosia, che pure aveva pensato a bonus e sgravi davvero estrosi. Io credo che questa stessa foga li rigetterà indietro, e che gli italiani, consapevoli delle mani governative che frugheranno nelle loro tasche, reagiranno in malo modo. Va bene cacciare negri e rom, va bene prendere a calci i comunisti, va bene il taser, ma i soldi nostri no. Quelli Salvini se li scorda, dice l’italiano medio, quello che odia gli immigrati e ama la Patria. Chi di appetiti privati ferisce, di appetiti privati perisce. Attenzione.

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Globalist – 10 ottobre 2018

I vicepremier in trincea, non arretrare o crolla tutto – In gioco ci sono i fondamentali del governo M5s-Lega, la tenuta della maggioranza e anche il brand del “cambiamento” che rischia di appannarsi. In gioco c’è la vita stessa del governo. Perciò alle 21 del martedì più difficile dalla nascita del governo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini decidono di scendere in piazza. Insieme. Camicia bianca il leader M5s, polo blu con la scritta ‘Marina’ il “capitano” della Lega. A dire che la manovra non si cambia. E’ questo il messaggio che deve passare, prima di tutto. Prima di raggiungere al primo piano di Palazzo Chigi Giuseppe Conte, Giovanni Tria e Giancarlo Giorgetti. Per decidere insieme cosa fare per non essere travolti. Come cambiare senza cambiare.

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Amedeo La Mattina su La Stampa

“…Salvini attende, vuole portare a casa il superamento della Fornero, lasciare il segno su immigrazione e sicurezza e presentarsi alle Europee alla grande. A maggio 2019 farebbe il pieno di voti. Se Di Maio perderà molti voti, nonostante il reddito di cittadinanza, non sarà Matteo a staccare la spina. «Ci penseranno gli stessi 5 Stelle a metterlo da parte e noi non lasceremmo le nostre impronte digitali», confida ai leghisti….”