Paragoni inaccettabili e sbagliati.

per Luigi Altea
Autore originale del testo: Luigi Altea

Il ministro Lorenzo Guerini è stato paragonato ad un falco da un funzionario russo.

Credo che sia sbagliato paragonare una persona ad un animale.

Trovo soprattutto ingiusto, volendo criticare qualcuno, paragonarlo ad un cane.

“Recita come un cane” si dice di un attore non particolarmente bravo. Ignorando che i cani recitano benissimo, come sa chi da piccolo ha visto i film di Rin Tin Tin…

“Ha cantato peggio di un cane” è la frequente critica dopo una prestazione canora poco brillante, pur sapendo che i cani non cantano male, ma abbaiano benissimo.

Anche il Ministro Luigi Di Maio ha recentemente paragonato un Capo di Stato straniero ad un cane.

E’ vero: il cane ha qualche caratteristica negativa. Ad esempio resta fedele al suo “padrone”, e lo difende anche quando è un prepotente, un egoista e un guerrafondaio…

E tuttavia, il cane ha tante ottime qualità, e una particolarmente eccelsa: l’olfatto.

E’ da esso che si lascia guidare per prendere le sue decisioni.

Quando deve scegliersi un padrone, ad esempio, prima gli annusa la patta e il fondo dei pantaloni, e dopo decide.

Io devo onestamente riconoscere che questo senso, questa preziosissima qualità è presente anche nell’onorevole Di Maio.

Quando si è allontanato dal Presidente Conte per avvicinarsi al Presidente Draghi, cos’altro ha fatto se non azionare le proprie narici, e poi lasciarsi legittimamente guidare dall’afrore per lui più attrattivo?

Credo che l’onorevole se ne sia reso conto e che, anche per questo, abbia sentito il dovere di scusarsi per l’infelice paragone.

L’olfatto è una sua risorsa preziosa che farebbe benissimo a sfruttare continuando ad andare a naso, per inseguire i refoli politicamente più odorosi.

Felici sniffate, Ministro!

 

 

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