PERCHÉ ZELENSKY HA LICENZIATO IL CAPO DELLE FORZE ARMATE ZALUZHNY

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Mirko Musetti
Fonte: Limes

PERCHÉ ZELENSKY HA LICENZIATO IL CAPO DELLE FORZE ARMATE ZALUZHNY

Il presidente di guerra attua l’ennesima epurazione e colpisce un “eroe nazionale”. Al suo posto l’algido generale di etnia russa Oleksandr Syrs’kyj. Sullo sfondo si consuma una battaglia per le investiture. L’America è scettica, gli ucraini preoccupati. 

Il presidente di guerra dell’Ucraina Volodymyr Zelens’kyj (Zelensky) ha licenziato il comandante delle Forze armate Valerij Zalužnyj (Zaluzhny), considerato in patria “eroe nazionale” per la dedizione con cui ha affrontato fin dalla prima ora le truppe d’invasione della Federazione Russa. Al suo posto subentra il generale delle Forze terrestri Oleksandr Syrs’kyj, anziano militare di formazione sovietica e di etnia russa.

La decisione non giunge inaspettata. Diverse agenzie di stampa ucraine avevano riportato l’intenzione del capo di Stato di silurare l’iconico capo militare. La notizia è stata immediatamente e seccamente smentita sia dall’Ufficio presidenziale sia dal ministero della Difesa. Ma la confutazione dei vertici politici è apparsa find a subito poco credibile. D’altronde, lo scontro tra i due pesi massimi si era già manifestato pubblicamente su testate anglosassoni. Celebre è la schietta intervista a Zaluzhny del mensile britannico The Economist in cui si sottolinea come la guerra abbia raggiunto una “fase di stallo“, dovuta primariamente a errori tattici correlati a indirizzi politici. Il fallimento della sbandierata controffensiva ucraina, l’epurazione presidenziale di tutti i reclutatori regionali e il disegno di legge per una nuova estesa mobilitazione (fino a 500 mila uomini inesperti) hanno incrinato la fiducia tra il presidente e il massimo funzionario militare.

Probabilmente si è trattato di semplice titubanza decisionale. O forse di mancata individuazione di un adeguato successore. Certamente vi sono state diverse pressioni interne ed esterne che hanno spinto l’ex attore di Kryvyj Rih a procrastinare di qualche giorno il provvedimento di esonero. Le diverse critiche provenienti dai canali social filo-ucraini e dalle testate internazionali più russofobe parlano da sé. Così come lo scetticismo non troppo mascherato di diverse cancellerie occidentali, Washinghton in primis.

Il tempismo del licenziamento potrebbe essere legato a una delicata questione di politica interna. In primavera scadrà infatti il mandato di Zelensky alla guida del paese. Lo stesso capo dello Stato ha già annunciato che non si terranno le elezioni presidenziali, in conformità alla legge marziale attualmente in vigore su tutto il territorio nazionale. D’altronde, lo scorso autunno non si sono tenute nemmeno le elezioni della Verkhovna Rada (parlamento monocamerale), consentendo al partito del presidente Servo del Popolo di continuare a godere a tempo indeterminato della maggioranza assoluta. L’opportunità politica suggerisce al presidente di attuare epurazioni fintantoché è formalmente e legittimamente in carica, non in un contesto di democrazia tecnicamente sospesa. Non lo gradirebbero la popolazione e nemmeno gli sponsor occidentali.

Come giustificare un’estromissione tanto divisiva? Con elogi e ringraziamenti di circostanza. In un post sui social, il presidente Zelensky ha ringraziato Zaluzhny – forse il più prezioso servo dello Stato – con toni rappacificanti e mostrando una foto eloquente sull’unità d’intenti: “L’ho ringraziato per i due anni trascorsi a difendere l’Ucraina. Abbiamo discusso del rinnovamento richiesto dalle Forze armate ucraine. Abbiamo anche discusso su chi potrebbe far parte della rinnovata leadership delle Forze Armate ucraine. Il momento per un tale rinnovamento è adesso. Ho proposto al generale Zaluzhny di restare nella squadra. Vinceremo sicuramente! Gloria all’Ucraina!”.

 

 

Curiosamente, nella foto il generale Zaluzhny fa con la mano sinistra il gesto di vittoria dell’Ucraina in posizione orizzontale, quasi a mimare le forbici e la recisione dei contatti con Zelensky. Quasi a tagliare la stretta di mano. Quale sarà il futuro dell’apprezzatissimo ufficiale ancora non si sa. Data la sua popolarità, potrebbe persino proporsi come potenziale futuro presidente. D’altronde, secondo recenti sondaggi dell’Istituto internazionale di sociologia di Kiev, l’88% della popolazione ucraina ha mostrato fiducia nell’operato di Zaluzhny. Un rivale temibile per Zelensky sotto il profilo politico. La vera eminenza grigia di Kiev, il capo dell’Ufficio del presidente Andrij Jermak, potrebbe aver spinto per un suo ridimensionamento. L’ex produttore cinematografico gode di ampia influenza sull’assunzione delle decisioni più dirimenti dell’ex attore di Kryvyj Rih.

Tra i tanti motivi di dissapore tra Zelensky e Zaluzhny compare sicuramente il capitolo di Bakhmut, nell’oblast’ di Donec’k, dove a oggi è stata combattuta la più sanguinosa e iconica battaglia del conflitto armato. Il generale non ha mai sostenuto la difesa a oltranza di un centro abitato semicircondato da forze russe e relative truppe ausiliarie (milizie separatiste del Donbas, Gruppo Wagner e kadyrovcy ceceni), preferendo piuttosto preservare la vita dei soldati ucraini meglio impiegabili in altri segmenti della lunghissima linea di contatto. Ma Zelensky era di tutt’altro avviso, al punto che nel dicembre 2022 di fronte a un acclamante Congresso degli Stati Uniti sostenne che Bakhmut fosse il “punto di svolta” della guerra e che non avrebbe mai ceduto un centimetro all’invasore. La città è infine caduta in mano russa e le migliaia di morti ucraine si sono rivelate vane. A capo della controffensiva per respingere i russi vi era proprio il comandante delle Forze terrestri Syrs’kyj, sostituto prescelto di Zaluzhny.

 

Carta di Laura Canali - 2023
Carta di Laura Canali – 2023 

 

Il generale Syrs’kyj ha ottenuto una buona fama a seguito della controffensiva dell’oblast’ Kharkiv, che ha permesso all’esercito ucraino di liberare quasi interamente e in tempi assai rapidi il territorio della regione orientale. Ma i suoi meriti finiscono qui. La sua incapacità di comunicare sia con la popolazione sia con i soldati al fronte ne ha prodotto un’immagine piuttosto algida. Soprattutto, è inviso ai militari per la sua indifferenza verso le perdite umane: è disposto a sacrificare numeri spropositati di combattenti pur di raggiungere obiettivi anche minimi. Una mentalità molto sovietica.

Il nuovo comandante delle Forze armate ucraine è nato a Novinki, nell’oblast’ di Vladimir in pieno territorio russo. Si è ritrovato a servire le Forze armate di Kiev solo perché nelle convulse fasi che hanno portato alla dissoluzione dell’Urss si trovava dislocato in Ucraina. Aspetto difficilmente gestibile per la narrazione del paese aggredito dalla Russia e assolutamente indigesta per i più radicali nazionalisti d’Ucraina .

 

Carta di Laura Canali - 2024
Carta di Laura Canali – 2024 

 

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.