Potemkin

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di Fausto Anderlini – 16 settembre 2018

Giornata mesta. Sarà perchè la mia unica patria (il Bfc, undici scarponi, anche sfigati, la più gran parte stranieri, nessun bolognese) è una fonte imperitura di afflizione. Sarà per questa accidiosa malinconia che mi trovo a vivere ogni volta che la mia patria di brocchi scende in campo, ma ve lo voglio dire. Tutti questi discorsi sulla patria, la nazione, gli italiani, gli stranieri e compagnia cantante mi hanno sfondato i coglioni.

Questa storia per la quale la sinistra dovrebbe interessare a sè gli elettori recitando ogni giorno una novena patriottica, così come prima si confidava nella formula magica di un partito della nazione, questa petulante glossazione di ogni baggianata con pretesa nazional-popolare, questo tardo-togliattismo apocrifo e parolaio, mi sta sommergendo in un mare di fuffa. Mi pento di avere impegnato sul tema forbite riflessioni. E chiedo venia. Non succederà più. Ma come siamo finiti ?