Profonda sintonia: leghisti e grillini in libreria

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di Giovanna Prati – 5 gennaio 2019

Ve lo potevo dire io dieci anni fa che finiva così.
Leghisti e grillini.
Si capiva quando la gente mi chiedeva il Barone Rampicante, o il Partigiano Ryan, Cuore di tenera, Il diario di Anna.
Anna chi? Tua sorella?

Si capiva quando ti chiedono le raccolte di poesie della Merini, la più scrausa nel mondo della poesia. Una che se avessero indovinato la giusta cura farmacologica col cazzo che scriveva tutta quella roba banale. Vi avviso, non mandatemi poesie della Merini che mi si seccano anche gli occhi e devo mettere il collirio.

Sì capiva quando è cominciata la moda di Osho, l’uomo delle ovvietà, uno che Catalano di Arbore era uno scienziato illuminato al confronto.

Si capiva quando vendi i libri di magia nera per riti amorosi e butti l’occhio alla carta di credito e lei si chiama Sue Ellen, ché Dallas andava forte nella bassa romagnola.

Si capiva quando vedi i numeri che fa Biglino con la sua lettura del Vangelo.

Si capiva quando la gente ti chiede un libro corto da leggere per il proprio figlio, cioè non bello. Corto.

Si capiva quando hanno cominciato a vendere i libri sulla pulizia del colon. Vi assicuro che in questo momento c’è gente che si infila un tubo di gomma nel culo e si fa i lavaggi al colon in casa, con il caffè.

Si capiva quando è cominciata la moda della Legge dell’attrazione, quei libri che ti spiegano che se vuoi tantissimo una cosa puoi averla.
Io ci ho provato a volere la Balenciaga nuova, ma devo aspettare lo stipendio.

Si capiva quando la gente ti chiede il prezzo del libro, perché non sa come è fatto un libro e lo maneggia come se scottasse.
Hanno ragione, perché la cultura scotta, è hot sul serio, io dopo tanti anni godo come la prima volta quando convinco qualcuno a comprare un bel libro, che sia Romain Gary o Rovelli o Harari, Dostoevskij o il bel libro che parla di mafia per i ragazzi di Luigi Garlando.

Era già tutto scritto, ma resta comunque molto triste.