A Renzi fanno gola i 50 miliardi in più del PIL spagnolo

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di Alfredo Morganti – 7 settembre 2016

Racconta Maria Teresa Meli che Renzi dopo ‘Porta a porta’ avrebbe confidato a un amico che vincerà il referendum 60 a 40. Forte di questa convinzione (e della lunga lista di bonus e regalìe già concesse a tutte la categorie sociali o quasi) si sta mostrando persino magnanimo sulla possibilità di modificare l’Italicum. ‘Se ci sono i numeri’, premette sempre, dicendo che a lui vanno bene anche i collegi uninominali. E magari pure il sorteggio, oppure una repubblica dei filosofi se non la dittatura. Purché ‘ci siano i numeri’. Insomma, se qualcuno ha delle richieste o delle proposte si presentasse a Palazzo Chigi ‘coi numeri’ che non c’è problema, e lui magari ricambierà con un bonus al portatore. State tranquilli, a tanti ne promette e a tanti ne dà. In vista di una scadenza elettorale, poi diventa una specie di cornucopia. A ‘Porta a porta’ si è sperticato nelle promesse e negli annunci, quasi tutti di nuove elargizioni. Sembrava Babbo Natale. Si è pure dispiaciuto che vi sia un limite al rapporto percentuale tra deficit e PIL, fissato al 3%. Ha citato invece il caso della Spagna, dove il deficit è al 5% e il PIL cresce del 3% (mentre in Italia la crescita è zero). Quel 3% vale 50 miliardi di spesa in più, ha detto accorato. “Li dessero a me 50 miliardi da dare ai cittadini o per ridurre le tasse!”. Capito? Non per fare investimenti, non per modificare strutturalmente il Paese secondo equità e giustizia, non per renderlo più giusto e più forte. No. Lui i 50 miliardi li vorrebbe per “darli ai cittadini”. Allora sì! Grazie a quel diluvio di denaro avrebbe potuto anche indire un referendum per cambiare la forma di governo e istituire un’amministrazione ancora più smart, più veloce ed istantanea dell’attuale. Una per cui da un attimo all’altro si decide, e poi il giorno dopo si ri- decide e via così, in una lunga catena di decisioni e contro decisioni senza più opposizioni che fanno da zavorra, Camere che vorrebbero legiferare, oppure cittadini ai quali dover elargire a ogni tornata elettorale altre regalìe. Una Nuova Repubblica senza più costi visibili della politica, libera da vincoli parlamentari e opinioni pubbliche, con questo motto inciso: ‘Tutto il potere a Renzi!’.