Renzi, un ego ipertrofico che ricorda la rana della favola che si gonfia, invidiosa del bue

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Senza orario e senza bandiere (tantomeno rosse)

Qual è il progetto politico degli scissionisti? Ma forse è sbagliato persino chiederselo. I renziani transfughi più che altro mi sembra vadano alla ricerca di uno spicchio di mercato politico sul quale investire, di modo che Renzi possa incassare un dividendo. Sono imprenditori, non dirigenti politici. Non innalzano bandiere (né bianche né rosse), non sventolano idee né alti principi. Semplicemente sperano di ricavarsi uno spazio politico, che funga da trampolino di lancio del loro CEO fiorentino.

In questo caso lo spazio prescelto è quello di un centro che sbircia a destra, e che si posiziona all’incirca all’altezza del berlusconismo, per guardare da lì in direzione di Salvini (che altro significa sennò individuarlo come avversario principale? Questo: che gli vuole sfilare consensi da uno spazio centrista-moderato). È tutto lecito, si badi, purché si ammetta che qui le idee non c’entrano nulla, che le bandiere sono incolori, che sono solo le ambizioni personali di Renzi a lanciare l’assalto ai voti. Alla crisi della politica si risponde direttamente con l’economia, alla assenza di idee con il marketing più sfacciato, alle comunità politiche, per quanto in crisi, con la personalizzazione più esasperata.

Il re è nudo anche per l’assenza di una veste politica, di idee, colori, valori, è nudo per il calcolo personale, e perché va a caccia di territori o di ritagli di mercato: come le aziende quando si riposizionano, come le merci che cercano acquirenti purchessia. E allora va bene tutto, qualunque opzione, qualunque posizione possibile, perché quel che conta è vincere, incassare, vendersi bene, ridurre il sistema politico a se stessi, essere duttili e riposizionabili. Un ego ipertrofico che ricorda la rana della favola, che si gonfia e si gonfia, invidiosa del bue.