Riforma del Senato come il Bloody river

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Giuseppe Bianca
Fonte: politicaprima
Url fonte: http://www.politicaprima.com/2015/09/riforma-del-senato-come-il-bloody-river.html

di Giuseppe Bianca – 8 settembre 2015

La riforma del Senato, la legge di cui gli italiani riusciranno a parlare male prima, durante e dopo che venga approvata, lamentandosi con uguale disinvoltura per il fatto che si faccia ed altrettanto se non dovesse andare in porto, incrocia resistenze al cambiamento e perplessità, anche legittime, di chi non si riscopre renziano di sangue blu.

Senato Palazzo MadamaA Palazzo Madama in un futuro reale più che eventuale, siederanno in 100 anziché gli attuali 315: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 personalità nominate dal presidente della Repubblica. Saranno i Consigli regionali a scegliere i senatori, con metodo proporzionale, fra i propri rappresentanti. Le regioni eleggeranno un altro senatore scegliendolo tra i sindaci dei rispettivi territori, per un totale, quindi, di 21 primi cittadini che sbarcheranno a Palazzo Madama.

La ripartizione dei seggi tra le varie Regioni avverrà “in proporzione alla loro popolazione” ma nessuna Regione potrà avere meno di due senatori. La durata del mandato di questi ultimi sarà di sette anni e non sarà ripetibile. Andranno quindi a sostituire i senatori a vita e saranno scelti con gli stessi criteri: “cittadini che hanno illustrato la patria per i loro altissimi meriti”.

senatoNon saranno più eletti direttamente dai cittadini; si darà luogo piuttosto ad una elezione di secondo grado che vedrà approdare in Senato sindaci e consiglieri regionali. La loro elezione sarà legata al rinnovo dei consigli regionali. Il sistema sarà proporzionale per evitare che chi ha la maggioranza nella regione si accaparri tutti i seggi a disposizione.

I consiglieri regionali e i sindaci che verranno eletti al Senato non riceveranno nessuna indennità, il che dovrebbe portare allo Stato un risparmio di oltre 50 milioni di euro ogni anno. Con i risparmi potenziali mettendo insieme gli uffici di Camera e Senato si potrebbe arrivare anche a mezzo miliardo di risparmi.

Il Senato avrà però la possibilità di esprimere proposte di modifica anche sulle leggi che esulano dalle sue competenze.

Eugenio ScalfariGiorgio NapolitanoGuardando un po’ in giro, cosa che non guasta, i 13 paesi che hanno un sistema con una seconda assemblea eleggono direttamente i propri rappresentanti solo in 5 casi. La seconda Camera raramente ha poteri legislativi rilevanti. Nessuno dei paesi al mondo replica gli stessi poteri tra una Camere e l’altra.

L’esperienza corporativa fascista ed il rischio di un peso diseguale del consenso e della rappresentanza furono tra le cause che ispirarono la scelta dei costituzionalisti in passato ed i loro criteri. Ma perché oggi anziché parlare in termini di produttività delle leggi e di funzione ci si perde nella faida tra renziani e chi disturba il conducente?

Boschi e RenziQuesto governo sta affrontando i temi più importanti e decisivi del Paese, bisogna dirlo, con la stessa lucidità di chi si siede al tavolo da poker texano. Solo poche percentuali di beccare la scala reale e quella di colore che batte poker e il full. Azzardi, non sempre calcolati.

Ma è altrettanto vero che i limiti strutturali, economici e di sistema dell’Italia in cui la macroregione europea del nord non vede l’ora di liberarsi della Sicilia, del Sud e della zona di depressione che con tanto affetto ricorrente si paragona alla Grecia, non si superano mettendosi di traverso, ma con idee controproposte reali, oggettive e fuori dai compromessi.

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