Salvate il soldato Matteo!

per Luigi Altea
Autore originale del testo: Luigi Altea

Verrebbe da dire: salvate il soldato Matteo Renzi!

Ora sono tutti contro di lui, neanche fosse il mostro di Scandicci, anziché quello splendido quarantenne che, in jeans attillati e maniche di camicia, mandava in visibilio le leopolde.

Dicono che ha vampirizzato la Sinistra, ma io francamente in lui non riesco a vedere gli inquietanti canini di Dracula, ma soltanto due grandi incisivi simpaticamente a palettone.

Altri, non senza cattiveria, sostengono che riesce a rovinare tutto ciò che tocca.

E’ un’altra falsità! Roberto Giachetti, tanto per fare solo uno dei molti possibili esempi, era già così molto prima che Renzi lo toccasse.

C’è anche chi lo accusa di servire molti padroni. E’ falso! Il senatore fiorentino ne ha serviti soltanto due: Matteo e Renzi.

Non si contano poi quelli che lo accusano di slealtà, di non mantenere la parola data, di essere falso e bugiardo.

Sì, è vero, forse in qualche rarissima circostanza sarà stato così.

E tuttavia, Matteo Renzi ha saputo dare prova anche di grande sincerità.

Basterebbe ricordare quando, da segretario del PD, esclamò: “Il vero nemico del Partito Democratico è dentro il Partito Democratico!”

Alludeva a se stesso, e aveva pienamente ragione, ma pochissimi gli credettero.

Oggi umanamente non mi sento di criticarlo soltanto perché sta cercando di spremere le ultime gocce del dentifricio.

Io che gli ho sempre voluto bene, credo di comprendere il momento particolare che sta vivendo.

Era abituato ad eccitarsi con i risultati e con i sondaggi.

Oggi, invece, per eccitarsi è costretto a toccare e a grattare quella cosa, dalla forma un po’ evocatrice, che gli vediamo sempre penzolare in mezzo alle spalle.

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