Società

Pubblicato il 12 ottobre 2017 | di Mauro Bazzucchi

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Sinistra in piazza contro la fiducia al Rosatellum bis

di Mauro Bazzucchi – 11 ottobre 2017

Alle sei del pomeriggio, finalmente un boato: Anna Falcone impugna il microfono e ci urla dentro la sua rabbia: “Questo è un colpo di stato!”. A Piazza del Pantheon, a due passi da un Parlamento sospeso tra la prima e la seconda chiama per la fiducia sul Rosatellum bis, la manifestazione organizzata in fretta e furia della sinistra fuori dal Pd è attraversata da un sussulto degno di questo nome, e lo deve alla pasionaria anti-referendum che parla a braccio e non pesa le parole, a differenza dei costituzionalisti che la precedono.

A quel punto tutti i big, radunati dietro un camioncino noleggiato all’ultimo minuto su cui è appoggiato un palchetto di fortuna alla vecchia maniera, si rendono conto di quello che i militanti sono venuti a chiedergli, e cioè più voce e più coraggio contro questo governo a trazione renziana, a prescindere dallo strappo sulla legge elettorale.

 

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Un governo “tambroniano”, osa dire un militante di vecchio corso che impugna la bandiera di Articolo Uno e ama le iperboli, ostentando la propria gioia mentre indica a tutti i compagni nei paraggi i vessilli delle formazioni della sinistra radicale, tutte presenti nessuna esclusa. Per lui e per gli altri, anche le parole di Pierluigi Bersani, che spara a palle incatenate su Renzi gridando all’inciucio e ricordando che con gli stessi 307 voti racimolati oggi dall’attuale maggioranza Berlusconi anni fa dovette salire al Colle e dimettersi, suonano come un toccasana.

E riscattano la frustrazione degli ultimi mesi passati a cercare appigli dialettici per giustificare l’appoggio del proprio partito al governo Gentiloni. “Abbiamo una cultura di governo, ma anche di lotta, e mò è er momento della lotta”, urla un altro militante ottenendo l’approvazione dell’ex-segretario del Pd, che è un fiume in piena e non risparmia nessuno: attacca Gentiloni accusandolo di aver “perso credibilità”, invita alla vigilanza denunciando una “pericolosa curvatura della democrazia” e infine, quasi in trance agonistica, incalza Giuliano Pisapia ammonendolo sulla necessità, da parte sua, di “maggiore cura democratica”.

Eppure, nella piazza ecumenica manca, è vero, l’ex-sindaco di Milano ma non i suoi fedelissimi: la pattuglia di Campo progressista è praticamente al completo: c’è Marco Furfaro e tutti i deputati raccolti attorno a Ciccio Ferrara, oltre ai dirigenti e agli amministratori locali, guidati da Massimiliano Smeriglio. E poi c’è il Tridente dei giovani leader su cui riposano i destini della nuova Cosa, ancora alle prese con un difficile travaglio su cui oggi però prevale, dopo settimane buie, l’ottimismo: Fratoianni, Civati e Speranza, che arrivano volutamente a braccetto e a braccetto rimangono per tutta la manifestazione, a rappresentare plasticamente lo sforzo unitario.

A qualche metro, Nichi Vendola osserva compiaciuto la scena, mentre il “suo” Marcon cita Gramsci e i quaderni del carcere incassando un applauso convinto dalla platea. Che incita i giovani a combattere Renzi, ma continua evidentemente ad avere un debole per i veterani, come testimonia la “toccata e fuga” di Massimo D’Alema, annunciata da una selva di microfoni e telecamere a cui si aggregano repentinamente vecchi e giovani compagni e curiosi di passaggio nella Capitale. L’ex-premier, che per presenziare ha fatto spostare di un’ora la presentazione di un libro alla Camera del lavoro assieme a Landini, viene accolto da un’ovazione, fiuta l’atmosfera e non delude: come Bersani attacca a testa bassa il Pd e Gentiloni, dandogli in soldoni del dipendente di Renzi e non manca nemmeno lui di incalzare Pisapia, con cui si dice “d’accordo” nel ritenere attualmente impossibile un’alleanza coi Dem. Quando finiscono gli interventi, un cenno d’intesa tra gli organizzatori, sollevati dalla riuscita della manifestazione, lascia partire l’immancabile “bella ciao” dal furgoncino, a fare da ideale chiosa a un pomeriggio, chissà quanto effimero, di una sinistra unita come mai prima dalla lotta a Renzi.

Autore Originale del Testo: Mauro Bazzucchi

Nome della Fonte: huffingtonpost

URL della Fonte (link): http://www.huffingtonpost.it/2017/10/11/sinistra-in-piazza-contro-la-fiducia-al-rosatellum-bis-dalema-legge-inaccettabile-gentiloni-dipende-da-renzi_a_23240131/?utm_hp_ref=it-homepage

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