Una sinistra unita, alternativa e credibile: è ora di partire

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Direzione Nazionale di Sinistra Italiana
Fonte: Sinistra Italiana

Documento approvato dalla Direzione Nazionale di Sinistra Italiana – 8 ottobre 2017

A sinistra abbiamo una lunga fase alle spalle segnata da un politicismo esasperante, fatto di contese astratte su leadership e alleanze.

Il dibattito pubblico sui giornali ha cercato di trascinare il confronto a sinistra su un terreno lontano dalla realtà, trasformandolo in una contesa personalistica e vuota di contenuti.

Sinistra Italiana ha cercato di tenersi distante da questa impostazione, puntando invece fin dal proprio congresso fondativo e dall’appuntamento fondamentale del Brancaccio, ad una proposta fondata su alcuni punti fermi.

Il primo è la centralità dei contenuti e del profilo politico, che se vogliono essere adeguati al tempo che viviamo non possono che avere il tratto della radicalità e della coerenza.

Non ci servono palliativi, ma proposte che puntino ad aggredire il nodo della dignità  del lavoro e della disuguaglianza sociale.

Vogliamo mettere al centro la questione ecologica e i beni comuni per garantire le condizioni della vita nel mondo. vogliamo restituire centralità al lavoro nel processo produttivo in tutte le sue forme, ripristinare una rete di welfare ormai compromessa nei suoi pilastri fondamentali, il cui vuoto continua a pesare sulla parte femminile della società per la quale il lavoro di cura si è moltiplicato; intendiamo   lavorare per uno stato sociale non più familista, ma che tenga conto delle individualità, di tutte le famiglie e delle nuove e plurali forme di convivenza;  vogliamo puntare ad una politica di pace, accoglienza e cooperazione tra i popoli così come alla diffusione di una cultura che valorizzi le diversità per contrastare le varie forme di violenza crescenti, dal sessismo al razzismo.

Crediamo che anche a livello europeo vada riproposta con forza un’altrernativa concreta, che metta al centro la questione democratica e, attraverso questa, apra lo spazio per una riforma dell’Unione in direzione sociale e solidale.

Crediamo che l’avversario vada chiamato per nome:  esso ė chi ogni giorno umilia e sfrutta le lavoratrici e i lavoratori, pratica e diffonde ogni tipo di discriminazione, devasta l’ambiente, corrompe ed evade il fisco.

Il secondo è la ricerca della massima unità a sinistra, da perseguire anche per un fatto elementare di credibilità, perché  se abbiamo  l’ambizione di rappresentare l’insieme del mondo del lavoro, della precarietà, degli esclusi da ogni diritto, non possiamo non essere capaci di unificare i vari frammenti della sinistra e assumere in un’unica lista culture politiche che hanno un sentire comune.

Il terzo è la conquista di uno spazio di alternativa, che abbiamo chiamato quarto polo, per intendere cio’ che oggi si distanzia nettamente dalle altre forze politiche esistenti.

Le destre sono infatti per definizione nostre antagoniste.

Il M5S, con cui in questi anni di opposizione abbiamo pure condiviso molte battaglie, ha subito negli ultimi mesi una profonda mutazione, di cui la leadership assoluta di Di Maio è il suggello, spostandosi su posizioni di destra, tanto sui temi economici e del lavoro, quanto su quelli dei diritti civili, delle libertà e dell’accoglienza.

Il PD ha dimostrato in questi anni di essere il partito dell’establishment, approvando una lunga serie di leggi, a partire da Jobs Act, Buona Scuola, Sblocca Italia, Riforma Costituzionale, decreti Minniti, tutte tese a svalutare il lavoro, ad alimentare le disuguaglianze e a difendere i più forti.

Anche in questi giorni sta lavorando per dare vita ad una nuova e pessima proposta di legge elettorale.

Il quarto è l’idea che proposta politica, unità e alternativa abbiano bisogno di costruirsi, come abbiamo immaginato nel percorso avviato al Teatro Brancaccio, in un grande processo di partecipazione popolare, perché non avremo  alcuna possibilità di successo se non sapremo coinvolgere dall’inizio e passo per passo tutte le donne e gli uomini che vogliamo rappresentare e a cui chiediamo di essere protagonisti in prima persona di un processo di cambiamento radicale.

Per questo ci sentiamo in dovere di lavorare con tutte e tutti alla costruzione di una grande assemblea nel mese di novembre, che corrisponda al lancio definitivo della campagna verso le elezioni politiche.

Questi quattro assi abbiamo provato a praticarli nei mesi passati, e oggi possiamo dire di avere molte ragioni di ottimismo, perché lo scenario sembra in via di chiarimento.

MDP ha infatti deciso di strappare con il Governo sul DEF e l’ipotesi di scelte astratte dalla partecipazione democratica sembra uscire di scena.

Si tratta quindi di provare a stringere, perché il tempo che abbiamo lasciato alle nostre spalle è troppo e incombono scadenze importanti, a partire dalle elezioni.

Tutto ci dice che il nostro popolo non sia più disponibile a concedere giorni e settimane al balletto della politica.

Noi crediamo abbia perfettamente ragione e pertanto invitiamo tutti i partiti e movimenti della sinistra a incontrarsi nella prossima settimana per definire un percorso comune cogente.

Per quanto ci riguarda, da domani saremo in campo con una campagna di mobilitazione nel Paese che parli di come migliorare le condizioni materiali di vita di chi ha bisogno di lavorare per vivere.

Diamo pieno mandato al Segretario nazionale per lavorare in questo senso, con tutti gli interlocutori disponibili.

Abbiamo una sola responsabilità: dare risposte adeguate per cambiare la condizione di chi dalla crisi ha avuto solo guai. Questo deve essere il nostro obiettivo ed ė tempo  di farcene carico fino in fondo.

La direzione nazionale di Sinistra Italiana

domenica 8 ottobre 2017

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