Spicchi di verità discordi: Chi è Roberto Gualtieri e che cosa sta facendo per l’economia degli italiani?

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Roberto Gualtieri: “Sono keynesiano, sono per gli investimenti in deficit. Ma il welfare, se è serio, è in equilibrio. In Scandinavia lo Stato paga anche le matite a scuola, ma se dici a un socialdemocratico di finanziare il welfare in deficit, ti prende per pazzo”

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Giulio Sapelli «La nomina di Gualtieri è un elemento nuovo e potenzialmente positivo se saprà trasformare ancor più il suo pensiero andando oltre le colonne dell’ordoliberismo che non ha mai di fatto condiviso nella sua prestigiosa carriera politica.

roberto gualtieri dario franceschiniROBERTO GUALTIERI DARIO FRANCESCHINI

Uno storico di razza e un politico puro come lui può comprendere che deve andare oltre la stessa politica di Mario Draghi per aprire una stagione di investimenti finanziati con eurobond e condivisione delle politiche espansive».

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Fausto Anderlini: Gualtieri che fa l’elogio dell’ordinariio. Bello, pacioso, calmo e sicuro di se’ come il compagno di banco di cui ci si fida. Che se ha la pagnotta ma fa a metà. Che bella rivoluzione stilistica. Totalmente controcorrente rispetto all’uso dominante delle iperboli. Ogni buon riformismo è una cauta conservazione.

Renato Brunetta: “Gualtieri? Ne parlano bene come parlamentare europeo, come presidente della commissione Ue all’Europarlamento, cosa utile per rompere l’isolamento in cui l’Italia era precipitata col precedente governo – ha affermato Brunetta -. Se è così, buon lavoro al collega Gualtieri. Che poi suoni Bella ciao con la chitarra classica non mi turba, anzi”.

Renato Brunetta:  “…a conti fatti, quella che è stata sbandierata come una “manovra fortemente espansiva”, propagandata dal commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni e dal ministro dell’economia Roberto Gualtieri, alla fine produrrà soltanto un misero +0,2% di crescita in più, nelle previsioni del Governo. La montagna che partorisce il topolino, insomma”.

Gustavo Piga: Questa manovra restrittiva non può che far piacere a Salvini e a tutti i movimenti sovranisti esterni al Paese, perché finirà per fomentare una retorica anti-europea che non avrebbe ragione d’esistere se l’Europa, che è tanto colpevole quanto questo Governo, avesse consentito la cosa più ovvia da fare: lasciare il deficit al 3%, invece che portarlo al 2,2%, per fare più investimenti pubblici. Questo avrebbe portato il Pil sicuramente sopra l’1%, permettendo al deficit/Pil di diminuire poi automaticamente.

Io ho parlato bene del nuovo ministro dell’Economia Gualtieri, speravo che proprio con lui, un uomo molto credibile e ascoltato in Europa, si riuscisse a mettere nero su bianco un deficit più alto. Non ho idea di quanti viaggi e telefonate abbia fatto Gualtieri, ma era estremamente importante “spostare” il Mef a Bruxelles in queste settimane e portare a casa un deficit al 3%, facendo capire all’Europa, soprattutto alla Germania, l’essenziale bisogno di una cannula d’ossigeno per il Paese, per la società italiana, così da silenziare i sovranisti.

Thomas Fazi: L’idea che questa manovra sia «espansiva», come ha detto Gualtieri, perché il deficit è più alto di  quello che era stato preventivato l’anno prima – sebbene nei fatti rimanga invariato – passerà alla storia come una delle più grandi supercazzole di sempre. Un po’ come dire che sono dimagrito perché sono ingrassato meno di quello che pensavo.

Tito Boeri: Dei 23 miliardi necessari per evitare l’aumento dell’ Iva, ben 14 provengono dall’incremento del deficit». Si tratta «di nuovo debito pubblico che graverà sulle generazioni future. I giovani ne escono doppiamente beffati. Primo perché spetterà a loro pagare il conto; secondo perché in nome della difesa dell’Iva si è rinviato e ridimensionato il taglio del cuneo fiscale che serviva per creare lavoro soprattutto per loro, per valorizzare il loro capitale umano e per convincerli a rimanere in Italia anziché continuare a cercare fortuna all’estero».

Vincenzo Visco: Gualtieri? Ho apprezzato la scelta: è un politico e ha ottimi rapporti internazionali. Detto questo, quando uno arrivo là a XX settembre con solo due o tre collaboratori fa fatica ad entrare nella macchina. La mia è un’esperienza diversa, ero parlamentare da 15 anni, conoscevo tutti e andai prima alle Finanze e solo dopo al Tesoro. Qua Gualtieri arriva subito all’Economia: occorrerà tempo prima che prenda il controllo. Detto questo, il giudizio è positivo.