Stefano Parisi: non si possono usare le direttive UE per mascherare il fallimento della gestione dei rifiuti

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Ho letto cosa scrive oggi il presidente Zingaretti sui termovalorizzatori. Non si possono fare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti perché le direttive europee sulla economia circolare lo impediscono. Non faremmo in tempo a costruirli che scatterebbe il decommissioning degli impianti. Non è vero. Le direttive impongono il decommissioning solo per gli impianti vecchi e fuori norma.

Si deve tutti lavorare per il riciclo e il riuso ma soprattutto non si possono mettere i rifiuti che vediamo traboccare nelle strade di Roma sotto il tappeto. Questo Zingaretti dovrebbe saperlo. Non si possono usare le direttive UE per mascherare il fallimento della gestione dei rifiuti degli ultimi anni a Roma e nel Lazio. Non ci si può appellare all’Europa per legittimare i No ideologici della sinistra e dei 5 Stelle. I cittadini lo sanno. Sanno che il modello Lazio sbandierato da Zingaretti è ridicolo. Che parlare di rifiuti zero nella situazione in cui ci troviamo è irrealistico.

Non si fanno gli impianti ma le discariche i roghi e i rifiuti per strada vanno bene? Inquinano meno? Non si fanno gli impianti ma spostare i rifiuti da una regione all’altra e venderli all’estero facendo pagare il prezzo di scelte sbagliate e della propria incompetenza ai contribuenti va bene? Servono scelte coraggiose, investimenti nelle tecnologie e nella innovazione per produrre energia dai rifiuti, una programmazione seria del ciclo di smaltimento. Questo serve, non il libro delle buone intenzioni.

Noi siamo per l’economia circolare. E trasformare i rifiuti non riciclabili in energia è economia circolare. È il completamento del ciclo. Invece di fare battaglie ideologiche cerchiamo di affrontare seriamente la questione dei rifiuti in Italia, nel Lazio e nella nostra Capitale. Facciamo i termovalorizzatori e smettiamola di inventare vincoli inesistenti.