Surriscaldamento del pianeta e sua visibilità

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Non è a rischio solo il ghiacciaio Planpincieux sulle Grandes Jorasses, lungo il versante italiano del Monte Bianco. La fusione in corso non è un caso isolato: «Si prevede che tutti i ghiacciai più piccoli situati in Europa, in Africa orientale, nelle regioni tropicali delle Ande e in Indonesia perderanno oltre l’80 per cento della loro massa entro il 2100» spiega l’ultimo rapporto dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) delle Nazioni Unite, Oceano e criosfera in un clima che cambia, presentato al vertice internazionale sul clima del 23.09.2019 e diffuso ieri 25.09.2019.

La riduzione delle superfici ricoperte dal ghiaccio in alta montagna inciderà negativamente sulla disponibilità d’acqua, un tema che modificherà radicalmente la vita di coloro che abitano «queste regioni, ma anche le comunità a valle», ha specificato presentando il report Panmao Zhai, copresidente del primo gruppo di lavoro dell’Ipcc: quello che si occupa delle scienze fisiche. I principali effetti negativi riguarderanno l’agricoltura e la produzione di energia idroelettrica, evidenziando una situazione complessa fatta di variabili interconnesse.

Esattamente di quest’ultime si occupa in modo preoccupante Telmo Pievani nel suo recentissimo “La Terra dopo di noi” (vedi il post “La Terra: l’unico pianeta che abbiamo” pagina Facebook “Ossigenazione Forestazione Desertificazione”). Come egli stesso evidenzia, da ben 30 anni si discute, si scrive e si diffondono rapporti scientifici sugli effetti del surriscaldamento globale. Già da qualche decennio paghiamo l’acqua da bere, contrastiamo la rarefazione delle fasce di Ozono, rafforziamo gli argini (e non solo) e soccorriamo i migranti climatici. Tuttavia, la comunità umana (e soprattutto i suoi governanti) fanno finta che tutto sia normale.

Ci si domanda, allora: cosa c’è di così insolito e difficile da comprendere nel cambiamento climatico già in atto ? La voluta insensibilità delle nostre percezioni sensoriali, individuali e collettive ? Telmo Pievani scrive che, provando a mettere ordine, ci sono almeno cinque ragioni per cui l’Antropocene é un concetto contro-intuitivo: ovvero difficile da afferrare attraverso il senso comune. Cinque i motivi * (per la cui dettagliata descrizione rinvio alla lettura del libro) per i quali sentiamo intimamente che il riscaldamento climatico sia importante, ma imponderabile e lontano. Quindi, “impossibile da affrontare” e risolvere ciascuno individualmente. Non pensiamo di poter incidere e, quindi, ci arrendiamo e supinamente attendiamo gli eventi.

Tuttavia, proprio su queste nostre presunte inettitudini e/o semplici incapacità fanno leva molti “politici” spregiudicati: quelli che per racimolare consensi e galleggiare sempre in cima ai sondaggi (i nostri preponderanti selettori), blandiscono i nostri egoismi, leniscono i sensi di colpa e ci inducono ad addossare le responsabilità al nemico di turno, scelto in base a indagini demoscopiche, orientate dalle false convinzioni indotte da facoltosi (**) negazionisti.

In segno di smentita dei vituperabili e disdicevoli calcoli di quest’ultimi le nuove generazioni iniziano a mobilitarsi. C’è da scommettere che le loro mobilitazioni non si arresteranno e coinvolgeranno adulti e popolazioni fortemente danneggiate dai disastri atmosferici, giacché é in gioco il loro immediato futuro.

NOTE:

(*)- 1′ Si pensa che il cambiamento climatico sia una coincidenza di singoli fenomeni. Tuttavia, gli incrementi delle intense piogge (con sempre più frequenti inondazioni) e l’aumento delle forti trombe d’aria attestano il contrario.

  • -2′ Nonostante la recente forte accelerazione degli eventi, il cambiamento climatico resta un processo lento e progressivo, sebbene dirompente per i nostri figli.

  • -3′ Gli eventi che evidenziano lo squilibrio già avviato hanno una dimensione globale, che interessa soltanto popolazioni locali e le minoranze di vacanzieri internazionali.

  • -4′ Fronteggiare gli effetti del surriscaldamento planetario richiede grandi ed epocali investimenti, che richiedono altre forze, politicamente ben motivate alla guida delle istituzioni.

  • -5′ Infine, il cambiamento climatico é un affare eminentemente probabilistico e statistico, che richiede qualche conoscenza di meteorologia, per comprendere le connessioni con nostre pessime abitudini, indotte da convinzioni dettate dai mercati favorevoli al negazionismo.

(**) Facoltosi, che spesso coincidono con i rapinatori delle risorse terrestri (anche umane)..