Tomaso Montanari dice la sua

per Andrea Colli
Autore originale del testo: Andrea Colli
Fonte: Areapolitica
Url fonte: http://www.areapolitica.it/425761103/4848896/posting/tomaso-montanari-dice-la-sua

di Andrea Colli 28 maggio 2017

Con un articolo su Huffpost lo storico dell’arte Tomaso Montanari ha detto la sua sulle tre giornate milanesi di Art.1-Mdp, mentre ieri Massimo D’Alema è convinto  che a sinistra ci siano “Forze che devono unirsi in un’alleanza per il cambiamento, aperta a tutti quelli che vogliono dare vita a un programma di centrosinistra”, una formula a nostro avviso datata e perdente.

Montanari alla domanda “per chi voterei, se si votasse oggi” risponde molto chiaramente dicendo: “Milioni di elettori di sinistra – cioè milioni di persone convinte che così non si possa andare avanti, e che occorra una immediata inversione di rotta, in direzione dell’uguaglianza e della giustizia sociale – si fanno questa domanda, e si rispondono con un silenzio che prelude ad un’astensione di massa, temperata da un spostamento elettorale (sempre meno convinto) verso il Movimento 5 Stelle.”

Alla domanda che gli chiede se dalle tre giornate milanesi di Art.1-Mdp, la nuova formazione politica di Bersani e D’Alema,  è arrivata qualche novità risponde con un secco No, però articolandolo con tre ragioni.

La prima: “Si continua a immaginare un centro-sinistra, cioè una formazione moderata e neoblairiana, quando è evidente che le politiche centriste e moderate hanno partorito una diseguaglianza ferina, e una terribile infelicità generale. Solo una sinistra-sinistra (e non già un centro-sinistra) può portare al voto i milioni di giovani che il 4 dicembre hanno battuto un gran colpo per dire No.”

La seconda: “ La leadership di Giuliano Pisapia (il sindaco dell’Expo e un uomo del Sì al referendum costituzionale) è il sigillo di questa ennesima versione del centrismo. E infatti Pisapia continua a predicare il dovere di un’unità col Pd renziano: che per una sinistra vera è indistinguibile (politiche alla mano) da qualunque centro-destra liberista europeo.”

La terza: “E’ diffusa la sensazione di una certa confusione tra mezzi e fini. Come se la principale preoccupazione dei pezzi di sinistra che provano ad unirsi fosse quella di garantire un futuro materiale ai loro apparati. Quasi che l’obiettivo primario sia cercare di andare in Parlamento: e non cercare di capire a cosa servirebbe andarci.”

Noi siamo d’accordo con le tre ragioni di Montanari e in paricolare sul fatto che Art.1-Mdp abbia bisogno che i pezzi della sinistra si mettano insieme sotto quella sigla per garantire “un futuro materiale ai loro apparati. Quasi che l’obiettivo primario sia cercare di andare in Parlamento: e non cercare di capire a cosa servirebbe andarci.”

Montanari conclude dicendo invece cosa si dovrebbe fare per riportare la sinistra a votare: “Una grande lista civica nazionale: di sinistra, ma senza contenere gli apparati della sinistra. Una sorta di edizione nazionale di ciò che si sta, felicemente, tentando in molte città in vista delle  amministrative di giugno: per esempio a Padova.”

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