Siamo tutti un po’ leghisti

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Giangiuseppe Gattuso
Fonte: politicaPrima
Url fonte: http://www.politicaprima.it/

Papa e neridi Giangiuseppe Gattuso – 1 dicembre 2015

Succede in Sicilia, in un piccolo comune dell’entroterra palermitano. Una comunità dove tutti si conoscono, dove regna la calma e una qualità della vita più che dignitosa.

E dove non sono previste novità. Tutto ruota intorno al municipio, alla parrocchia, alle comunità religiose, alla squadra di calcio. Ci si organizza per l’organizzazione delle feste tradizionali e si fa a gara a chi le realizza meglio. C’è il lavoro alla forestale, la produzione di buoni formaggi, frutta e olio d’oliva. I servizi essenziali ci sono tutti, la posta, le banche, l’ambulatorio, e anche la pizzeria e i pub. E tutti a portata di mano.

E succede che il sindaco, spinto da sentimenti solidali nei confronti dei tanti immigrati che arrivano nei nostri territori, nel marzo 2015 manifesta la volontà di aderire alla rete del Progetto SPRAR 2014/2016 per l’attivazione di 50 posti di accoglienza, tipologia “Uomini Singoli”.

Sistema-di-Protezione-per-Richiedenti-Asilo-e-Rifugiati-SPRARLo SPRAR, è bene sottolinearlo, è il Sistema del Ministero dell’Interno, di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. E si basa sulla collaborazione degli enti locali e delle organizzazione del cosiddetto terzo settore al fine di garantire un’accoglienza che, oltre al vitto e all’alloggio, prevede un’attività di informazione, assistenza e orientamento con l’obiettivo dell’inserimento socio-economico dei rifugiati e richiedenti asilo. Insomma, si tratta del “sistema” di gestione governativa dell’enorme problematica rappresentata dagli immigrati.

papa-immigratiUn’iniziativa, per certi versi, lodevole, in linea con le indicazioni di Papa Francesco più volte espresse proprio in merito all’accoglienza di chi, partito da terre e luoghi di sofferenza e povertà, cerca soltanto un futuro migliore per se e la sua famiglia.

Ma non tutto è così semplice come potrebbe sembrare.

teatro-bataclanI recenti atti terroristici di Parigi, e prima ancora quelle di Tunisi, la pressione mediatica sull’invasione che stiamo subendo. I fatti di sangue, amplificati quando si tratta di un colore diverso, le notizie sui terroristi in giro per l’Europa, la percezione sovradimensionata della questione migranti e il loro vero numero, scatenano le reazioni più diverse.

Al punto che ad Albettone, 2000 abitanti, in provincia di Vicenza, il sindaco Joe Formaggio (nome vero), tempo fa, si è detto pronto a murare porte e finestre degli immobili idonei ad ospitare migranti. Tutto approvato dal Consiglio Comunale che ha pure stabilito per ogni migrante il possesso preventivo di fedina penale e certificato medico. Ad Albettone, però, non c’è nemmeno un immigrato. Meglio fare prevenzione, afferma Joe.

Joe Formaggio anti profughiE così succede qualcosa di analogo nel piccolo comune di cui parliamo. Dove, oltre a qualche strumentalizzazione politica di troppo, si scatena la paura. Un “Comitato Cittadino per la Sicurezza del Paese”, sorto spontaneamente al diffondersi della “notizia”, promuove una sottoscrizione pubblica per “fermare” la possibile apertura del Centro di Accoglienza. Alcuni Consiglieri fanno richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Consiglio Comunale. Bisogna “fare chiarezza sulla veridicità e sulla possibile apertura di un centro di accoglienza nel territorio”, perché “tra la cittadinanza serpeggia paura e preoccupazione”.

Stiamo parlando di un’adesione ad un progetto, un’ipotesi di lavoro, per quanto portato avanti con una qualche superficialità sull’eventuale impatto sociale. E sorvolo sui risultati dell’assemblea consiliare. Probabilmente, però, alla notizia ufficiale della mancata realizzazione del progetto, i consiglieri preoccupati per se stessi e per la cittadinanza avranno tirato un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo.

La questione, però, è complicata davvero. Moltissimi percepiscono l’arrivo di questi nostri “fratelli” come li chiama Francesco, come una effettiva invasione che mina i capisaldi della nostra società, i nostri valori, la nostra religione, le consuetudini, la nostra sicurezza. E, per giunta, “questi” ci rubano il lavoro.

Castronovo di SiciliaCome abbiamo detto più volte, il problema riguarda la Politica. La capacità, fin nelle più piccole comunità, di affrontare seriamente, e con consapevolezza questioni così delicate, al fine di scongiurare reazioni scomposte e preoccupazioni eccessive. Nella speranza che anche le comunità religiose, i pastori della fede, gli uomini e donne di buona volontà possano contribuire, meglio tardi che mai, a diffondere messaggi e concrete iniziative di accoglienza e solidarietà.

P.S. Il piccolo comune è Castronovo di Sicilia, circa 72 km da Palermo, al confine con la provincia di Agrigento. Conosco  moltissimi residenti e quasi tutti gli amministratori. È il mio paesello natio.

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