Tutto quello che avreste voluto sapere su Mara Carfagna, ma non avete mai osato chiedere

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Sono giorni che politici e commentatori dicono tutto il possibile sul cammino politico che Mara Carfagna starebbe per intraprendere. Ho ricostruito un piccolo zibaldone e tra tutte le ipotesi probabili o alquanto fantasiose, non nascondo che io stesso nutro una piccola speranza che la leader di Forza Italia scelga una strada inedita, coraggiosa (quindi poco probabile), ma ambiziosa per cambiare l’assetto politico assai tristerello e opaco dell’Italia di oggi (e pure di ieri): Un partito insieme ad altri esponenti (Stefano Parisi, Carlo Calenda, e tanti altri) non personale ma popolare e da costruire con un processo democratico e trasparente. (gian franco ferraris)

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Fabio Martini: “Mara Carfagna, che in questa occasione si è dissociata dalla Forza Italia salviniana, è tornata ad esprimere una voce liberal che in quel partito, dopo la stagione liberale degli esordi, era rimasta per anni soffocata. Ma resterà nel centrodestra. Matteo Salvini ha bisogno che le truppe parlamentari del centrodestra restino quantitativamente inalterate: a fine inverno il capo della Lega, facendo leva su transfughi pentastellati, darà la spallata per precipitare verso elezioni anticipate in primavera. Ma se in quello stesso frangente una massa di parlamentari, tra i quali i forzisti guidati da Carfagna, dovessero spostarsi verso Renzi, l’operazione fallirebbe. E’ possibile che si formi un contenitore-Toti destinato a catalizzare i diversi dissensi moderati del centrodestra, che da qualche giorno è tornato ad essere un carro vincente. Dal quale non è più conveniente scendere.”

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Jena per la Stampa

Se la Carfagna entra nel partito di Renzi, cosa fa la Boschi si suicida?

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RENZI CERCA MARA PER I “RESPONSABILI”, MA MEB NON VUOLE

Wanda Marra per Il Fatto Quotidiano (stralcio)

 

“Se Renzi dichiarasse di non voler sostenere più il governo di sinistra, ma di avere altre ambizioni, Forza Italia Viva potrebbe essere una suggestione”.

Sul palco de Linkiesta Festival Mara Carfagna lancia una provocazione. E il leader di Italia Viva risponde: “Porte aperte a chi vorrà venire non da ospite, ma da dirigente. Vale per Mara Carfagna e per gli altri dirigenti del suo partito, ma noi non tiriamo la giacchetta”. La chiamata a Forza Italia è stato il leitmotive della Leopolda. Fino ad ora, non con grandi risultati. Ma Matteo non demorde. E dopo mesi e mesi di corteggiamento e di inseguimento da parte dell’ ex premier a Mara e alle sue truppe, l’ interessata rovescia la questione: non è lei che si deve renzizzare, ma lui che si deve carfagnizzare, per dirla in battuta.

“Io gliel’ ho chiesto anche due giorni fa a Mara di venire con noi.

BOSCHI CARFAGNA 2BOSCHI CARFAGNA 2

Per ora non la convinco”, confessa Matteo agli amici. Perché oltre alle valutazioni politiche degli azzurri critici – per la serie: conviene andare in Italia Viva? E se sì, quando e come farlo per contare di più? In caso di voto anticipato, Renzi può garantire un seggio? E ha senso fare da stampella a questo governo o a uno simile?…. –

Invece, venerdì a invitare a cena la Carfagna è stato Silvio Berlusconi. Una mozione degli affetti per convincerla a non andare da nessuna parte, né con Giovanni Toti, come sembrava quasi deciso, né con l’ ex Rottamatore.

BOSCHI CARFAGNA 1BOSCHI CARFAGNA 1

“Chi va con Renzi, sceglie la coalizione perdente”, ha ribadito ieri. Al netto delle aspirazioni di “Matteo”, quello che sta accadendo è che ci sono una serie di truppe in movimento. Che soppesano vari e diversi progetti. In Senato, i forzisti critici col sovranismo, che pensano che non si possa morire salviniani (ma neanche renziani senza una convenienza precisa) sono Schifani, Cangini, Mallegni, Causin, Dal Mas, Sandra Lonardo, Barbara Masini, Causin, Raffaele Fantetti. Alla Camera, tra gli altri, Renata Polverini, Alessandro Cattaneo, Matteo Perego.

Numeri in movimento, oscillazioni personali continue. C’ è chi pensa addirittura a un nuovo partito, chi ha accarezzato l’ idea di lavorare con calma, per entrare in Italia Viva in corso di legislatura. Ma davanti all’ ipotesi di elezioni anticipate, può succedere di tutto……

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Andrea Cangini – su facebook 10 novembre: “A leggere, oggi, i titoli dei giornali se ne ricava l’impressione che Mara Carfagna possa convergere con Matteo Renzi. Leggendo gli articoli si capisce, invece, che ha detto esattamente il contrario. “Il mio campo politico è e resterà il centrodestra. Tre il mio percorso e quello di Renzi non ci possono essere sovrapposizioni: lui è nell’altra metà campo e sostiene un governo di sinistra”. Possibile equivocare? Non direi. Così come non era equivocabile la risposta data ieri a chi gli chiedeva se ritenesse “suggestiva” la nascita di un partito denominato Forza Italia Viva: “Se Matteo Renzi dichiarasse di non voler sostenere più questo governo di sinistra ma di avere altre ambizioni Forza Italia Viva potrebbe essere una suggestione”. Beh, concordo: se Renzi mettesse in crisi il governo, se abbandonasse il centrosinistra, se entrasse in Forza Italia… Ovvio che si trattava di una provocazione. Sorprende, perciò, che, nell’eloquente silenzio di @Silvio Berlusconi, qualcuno in Forza Italia abbia voluto impiccare Mara Carfagna al sostantivo “suggestione” opportunamente decontestualizzato. È la stessa tecnica che si usava nel Pci per delegittimare le posizioni politiche critiche, per esempio ai tempi dell’invasione sovietica dell’Ungheria. Con la differenza che FI non è il Pci e che al metodo comunista dovremmo preferire il metodo liberale. Dinamica assurda ed autolesionistica, a meno che qualcuno non abbia interesse ad incoraggiare l’esodo di chi rivendica l’identità politica e la fierezza di un partito ridotto al 6%.”

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Stefano Parisi: “….Non serve un partitino liberale del 4% che ci metta a posto con la nostra coscienza. Non dobbiamo solo dare una casa a chi oggi non si riconosce nel PD, in M5S e Salvini, dobbiamo guidare l’Italia, essere forti e popolari, convincere gli italiani che hanno votato Grillo o Salvini a votare per noi – non perchè siamo contro Salvini e M5S ma perché siamo più convincenti di loro.

Per fare questo serve un lavoro costituente, serve un pensiero sulla futura forma partito, serve chiarezza nei valori condivisi, serve capacità di sintesi e di mediazione tra idee e sensibilità differenti. E’ un lungo e complesso lavoro. Non servono ultimatum, scadenze, minacce. Serve determinazione e pazienza, intelligenza e adrenalina.

L’appello di “Per una alternativa europeista“ è molto importante. Forse è la chiave per uscire da un empasse. Carfagna e i tanti di Forza Italia che non sono andati a Piazza San Giovanni, Calenda, +Europa, le associazioni Cattoliche, Italia in Comune, forse sono timorosi di aprire una fase costituente. Di mettere in gioco il loro passato e misurarsi con un processo democratico trasparente.

Invito gli amici che hanno pubblicato l’appello a prendere un’iniziativa, perché certo, alla luce del sole si corre qualche rischio, ma almeno si chiarirà l’obiettivo e la strada. Noi ci siamo.”

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Alessandro Sallusti su Il Giornale

Il coming out per smarcarsi dalla linea del «centrodestra unito» scelta dal Cavaliere era nell’aria da tempo. E ieri è arrivato «perché – dice la Carfagna – non è possibile continuare a stare al fianco di Salvini in posizione subalterna».

Cosa pensiamo di Matteo Renzi e della sua campagna acquisti truffaldina lo abbiamo scritto due giorni fa su queste colonne e siamo stati facili profeti. Ma andiamo oltre, proviamo a seguire il ragionamento della Carfagna, i cui dubbi – ci risulta – sono anche i dubbi di altri suoi colleghi. Prima di tutto bisognerebbe capire se Mara Carfagna intende che Matteo Renzi dovrebbe sciogliere il suo partitino di sinistra dentro Forza Italia o viceversa, cioè che Forza Italia potrebbe diluirsi in Italia Viva e diventare quindi un partito di sinistra. Ma qualsiasi sia la risposta (almeno spero sia la prima) è evidente che entrambe le ipotesi, ancora prima che strampalate politicamente, appaiono impossibili da realizzarsi per ovvie ed evidenti ragioni.

Ma mettiamo che Mara Carfagna intenda un’altra cosa, cioè che Forza Italia e Italia Viva dovrebbero allearsi alle elezioni mollando i rispettivi alleati di oggi. In fondo, non una alleanza elettorale ma un patto parlamentare per le riforme fu già tentato tra Berlusconi e Renzi, il «Patto del Nazareno» del 2014. Non funzionò, nonostante i due partiti, quello di Renzi e quello di Berlusconi, all’epoca valevano insieme oltre il 60 per cento. Oggi i due schieramenti insieme superano di poco il dieci, un terzo polo assolutamente irrilevante se non a essere «subordinato» a un vincitore che avesse necessità del suo aiuto per governare.

Non mi sembra una grande idea quella di portare acqua al mulino di Renzi, uccidere di fatto Forza Italia e rimanere irrilevanti rinunciando alla possibilità di governare il Paese con il centrodestra, l’unica coalizione oggi e domani in grado di battere sinistra e grillini alle elezioni.

Almeno che, come dicono alcuni maligni, Mara Carfagna intenda in realtà dire che lei vuole passare con la sinistra renziana con un voltafaccia tipico dei peones in cerca di poltrone più sicure. Conoscendola lo escludo. Scommetto che Renzi non riuscirà a esibire ai suoi lo scalpo di Mara. Giusto non essere subalterni a Salvini, ma subalterni a Maria Elena Boschi tanto meno.

Anzi mai.

Carfagna tentata da Renzi “Suggestione Forza Italia Viva”

Soltanto una suggestione. Niente di più. Quasi una battuta per stemperare la tensione di questi giorni. Intervistata da Christian Rocca e Giuseppe De Bellis, durante Linkiesta Festival al teatro Franco Parenti di Milano, Mara Carfagna sfodera ironia e giochi di parole per schivare le domande insidiose sul suo futuro prossimo venturo…..

…Intanto a destra sono molte le voci che vedono proprio in Mara Carfagna un candidato «ideale» per la poltrona di governatore della Campania. A cominciare dalla senatrice leghista Lucia Borgonzoni, a sua volta candidata in Emilia Romagna, e dalla leader di Fratelli d’Italia. «Mara – ha spiegato Giorgia Meloni – è una personalità di massimo rilievo all’interno di Fi e quindi sarebbe un candidato da prendere in considerazione». E indirettamente anche Salvini si augura che la Carfagna resti una risorsa del centrodestra. «Spero che chi è stato ministro col centrodestra non cambi casacca per amor di poltrona». Commento che ha provocato la piccata reazione della stessa Carfagna che su Twitter ha commentato: «C’è chi per amore di poltrone, quelle vere, ha portato i voti del Centrodestra in un governo con i cinquestelle».

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Giovanni Corato per www.ilgiornale.it

MARA CARFAGNAMARA CARFAGNA

“Chi sceglie di andare con Renzi non ragiona, perché va nella metà campo sbagliata e in una coalizione perdente…Ma soprattutto tradisce i nostri elettori e valori”. Mentre Matteo Renzi prova a “sedurre” Mara Carfagna, Silvio Berlusconi avvisa gli azzurri.

E anche la stessa Carfagna. Fonti azzurre raccontano che avrebbe chiesto chiarezza ai ‘carfagnani’ e a chi lavora per uno strappo o una separazione consensuale e pensa a gruppi parlamentari autonomi: “Decida se restare o andare via…” è stato l’aut aut lanciato dal leader di Forza Italia.

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Addirittura anche “Il Manifesto” oggi si è occupato del futuro politico di Mara Carfagna con un articolo di Adriana Pollice

#Carfagna #tra la #Campania e la «#suggestione» del #centro

#ForzaItaliaViva. L’azzurra e Renzi si scambiano «inviti». Ma la vicepresidente della camera non esclude una sua candidatura a presidente della regione.

Mara Carfagna candidata del centrodestra alle regionali in Campania, un’ipotesi che l’interessata per ora respinge. Ieri la vicepresidente forzista della Camera ha spiegato: «È prematuro, si vota a maggio, ma bisogna essere pronti a ogni sfida». Una sua discesa in campo consentirebbe alla destra di proseguire sulla linea delle designazioni al femminile, come fatto in Umbria e ora in Emilia Romagna. La prima a commentare è stata proprio la sfidante di Stefano Bonaccini, la leghista Lucia Borgonzoni: «È molto capace». E Giorgia Meloni: «Mara Carfagna è personalità di massimo rilievo e sarebbe una candidata da prendere in considerazione». Ma c’è chi legge gli endorsement come un modo per togliere dalla scena nazionale un ostacolo sulla strada del sovranismo.

Il patto tra Fi, Fdi e Lega prevede che siano gli azzurri a esprimere l’aspirante governatore in Campania. Un patto mai messo esplicitamente in discussione, eppure le scorribande di Salvini in regione e la sua crescita elettorale non lasciano gli azzurri tranquilli. Martedì scorso Salvini a Napoli è stato cauto: «Decide il territorio. In presenza di un candidato da battaglia di Fi non avremo problemi ad appoggiarlo». Lasciando comunque intendere che bisognerà passare per il placet leghista. La Lega si sta attrezzando a far valere il suo peso sui forzisti in dismissione anche al Sud. Non a caso in Campania ha designato come coordinatore regionale un fedelissimo del capo, Nicola Molteni.

Ieri Carfagna si è affidata all’ironia: «Candidata per gentile concessione di Salvini? Sono commossa». E il leghista l’ha accusata di flirtare con il nemico: «Spero che chi ha fatto il ministro grazie al centrodestra non vada a sinistra per amore di poltrone». I due non sono compatibili. La parlamentare di Salerno si batte contro la deriva sovranista in Fi mai bloccata da Berlusconi. Così si era dissociata dalla manifestazione del 19 ottobre a Roma, dove Fi e Fdi avevano fatto la parte degli invitati al trionfo leghista. E poi ha protestato per l’astensione del suo partito sulla commissione Segre: «Stiamo tradendo i nostri valori» aveva scritto sui social. Concetto ribadito ieri: «Non vedo un centrodestra, vedo una destra-destra. Non dobbiamo accettare la sudditanza psicologica alla destra estrema. Non è ineluttabile restare bloccati al 5% dell’Umbria».

Venerdì Carfagna ha cenato con Berlusconi, dopo mesi di gelo. All’orizzonte la separazione delle rispettive strade: «Se Renzi dichiarasse di non voler sostenere più il governo di sinistra – ha spiegato ieri l’azzurra – Forza Italia Viva potrebbe essere una suggestione. Oggi io e Renzi siamo in due metà campo diverse ma non so cosa accadrà, questa è una fase di passaggio. Molti in Fi si sentono ormai a casa d’altri. Ma il mio campo di gioco resta il centrodestra». Stesso campo, contenitore diverso. Carfagna starebbe lavorando a un nuovo progetto politico con i moderati di Fi, «almeno una ventina alla Camera e una decina al Senato» la voce che circola. Renzi ieri ha rilanciato la palla alla deputata ma con uno schema diverso: «Porte aperte a chi vorrà venire non da ospite ma da dirigente, vale per Carfagna e per altri del suo partito. Iv è un approdo naturale».

E le regionali campane? C’è l’ex governatore Stefano Caldoro, nome circolato martedì all’iniziativa di Salvini. Lo stesso Caldoro ha poi dichiarato: «Le parole di Salvini a Napoli? Ineccepibili».