Stefano Parisi: “non servono altri partiti personali, occorre un processo democratico e trasparente con Calenda, Mara Carfagna e i tanti di Forza Italia che non sono andati a Piazza San Giovanni”

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di Stefano Parisi

Ho letto l’appello “Per una alternativa europeista” e lo condivido. Credo che in questo momento serva mettere insieme tutte le diverse anime, culture, esperienze che credono nei valori liberali, europei e di modernizzazione del nostro Paese presenti nell’appello (qui: https://bit.ly/2Ng6zOM).

Credo anche che oggi non servano altri partiti personali. Abbiamo tanta politica muscolare: da Salvini a Renzi, politici che parlano di sé (io chiudo i porti, non faccio entrare gli immigrati, quando governavo io il PIL cresceva, sto lavorando a una cordata per ILVA), che vogliono partiti senza discussione, senza pensiero.

Serve, invece, costruire un partito nuovo, che ricostruisca pensiero politico e una visione per il nostro futuro, che sia popolare e in grado di battere il populismo, non con deboli e confuse manovre di palazzo, ma nel voto e nel consenso popolare. Per far questo non basta mettere insieme partitini e leader.

Non serve un partitino liberale del 4% che ci metta a posto con la nostra coscienza. Non dobbiamo solo dare una casa a chi oggi non si riconosce nel PD, in M5S e Salvini, dobbiamo guidare l’Italia, essere forti e popolari, convincere gli italiani che hanno votato Grillo o Salvini a votare per noi – non perchè siamo contro Salvini e M5S ma perché siamo più convincenti di loro.

Per fare questo serve un lavoro costituente, serve un pensiero sulla futura forma partito, serve chiarezza nei valori condivisi, serve capacità di sintesi e di mediazione tra idee e sensibilità differenti. E’ un lungo e complesso lavoro. Non servono ultimatum, scadenze, minacce. Serve determinazione e pazienza, intelligenza e adrenalina.

L’appello di “Per una alternativa europeista“ è molto importante. Forse è la chiave per uscire da un empasse. Carfagna e i tanti di Forza Italia che non sono andati a Piazza San Giovanni, Calenda, +Europa, le associazioni Cattoliche, Italia in Comune, forse sono timorosi di aprire una fase costituente. Di mettere in gioco il loro passato e misurarsi con un processo democratico trasparente.

Invito gli amici che hanno pubblicato l’appello a prendere un’iniziativa, perché certo, alla luce del sole si corre qualche rischio, ma almeno si chiarirà l’obiettivo e la strada. Noi ci siamo.