FINE DELL’ACCORDO DI PARIGI ?

0
106

Con l’Accordo di Parigi 195 Paesi, aderenti alle Nazioni Unite (ONU), nel 2015 hanno sottoscritto un primo accordo universale e giuridicamente vincolante per l’impegno a:

1) mantenere l’aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2 °C, rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire l’azione volta a limitare tale aumento a 1,5 °C (dato precario attuale), riconoscendo che ciò potrebbe ridurre in modo significativo i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici già in corso;

2) aumentare la capacità di adattamento agli effetti negativi di detti cambiamenti, promuovendo la resilienza climatica (ridurre rischio e danni) e lo sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra, con modalità, che non minaccino la produzione alimentare;

3) rendere i flussi finanziari coerenti con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente al clima.

La notizia di questi giorni che il Presidente Donald Trump intenda retrocedere da detto accordo, con effetto procrastinato ad un anno (un mese dopo le elezioni USA), getta scompiglio ed allarme per la tenuta dell’equilibrio climatico sul pianeta e impone agli altri Paesi di correre più in fretta ai ripari.

Per limitarci ai dati sulle emissioni di biossido di Carbonio, quelli raccolti nel 2018 dal CDIAC (Carbon Dioxide Information Analysis Center) per le Nazioni Unite prendono in considerazione solo le emissioni di anidride carbonica procurate dalla combustione di fossili, ma non quelle da deforestazione e da esportazioni (lavorazioni). Essi ci informano che in termini di migliaia di tonnellate annue le suddette emissioni ammontano a 6.049.435 per gli USA, a 5.010.170 per Cina e Taiwan, 4.001.222 per la UE, 1.524.993 per la Russia, 1.342.962 per l’India e 1.257.963 per il Giappone.

Questo solo per limitarci ai Paesi con maggiori emissioni. Il dato globale é indicato in 27.245,758. Pertanto, ammesso che tutti gli altri sottoscrittori rispettino gli accordi, il ritiro degli USA dall’accordo di Parigi minaccia seriamente la possibilità di mantenere entro 1,5°C il già compromesso livello di temperatura del pianeta. Meno che mai la soglia massima di 2°C.

C’é da dire, tuttavia che alcune compagnie petrolifere (USA) iniziano a considerare divenuto troppo dispendioso il costo di estrazione del greggio. Questo perché quello di produzione di impianti eolici e fotovoltaici é molto diminuito, mentre il rendimento energetico é molto aumentato. Possiamo pensare che lo spodestamento della sovranità dello Stato-Nazione (vedi- https://www.nuovatlantide.org/sovranita-territorialita-globalizzazione/) questa volta possa venire incontro alle esigenze dell’umanità, dopo avere espropriato il popolo sovrano ?