Una vera emergenza

0
138

di Luigi Altea 13 maggio 2019

La cronaca ci ricorda, ogni giorno, che siamo in tempo di crisi.

Crisi economica, corruzione politica e morale, crisi del nostro sistema sociale.

Sono tempi di smarrimento, in cui si avverte l’assenza di punti di riferimento, il venir meno della fiducia collettiva, il prevalere della rassegnazione.

L’assenza di speranza, di chi è convinto d’averle inutilmente provate tutte, induce alla ricerca di qualcosa cui disperatamente appigliarsi.

Oggi questo “qualcosa” si chiama Matteo Salvini.

L’ansia che si accompagna alle crisi induce a stare alla superficie delle cose, a cercare risposte facili, sentieri brevi, soluzioni sbrigative.

La televisione, con il suo potere di condizionamento, non aiuta…

Dalla mattina alla sera è un continuo succedersi di sedicenti programmi d’informazione e di dibattito politico.

La televisione è diventata il salone permanente della superficialità.

In TV non troviamo chi spiega, ma chi mostra, non vediamo chi approfondisce, ma chi intrattiene.

Capita, ad esempio, che un professore come Luciano Canfora, che cerca d’insegnare e di spiegare, venga interrotto e insolentito da un somaro qualsiasi, con grande malcelata soddisfazione del conduttore, consapevole che al massimo della volgarità corrisponde il massimo degli ascolti.

Alla fine le voci si sovrappongono e le opinioni si equivalgono…

Tra una rissa evitata e una rissa consumata, va in onda la pubblicità, pensata e realizzata non solo per farci acquistare dei prodotti, ma soprattutto per venderci modelli di comportamento e stili di vita.

Ecco… io credo che la crisi più grave, una vera emergenza, quella dalla quale derivano in gran parte tutte le altre, sia la crisi educativa e culturale.

Se avessimo più scuole, più insegnanti, più Case della cultura, avremmo meno CasePound.

A tutti i livelli ci interrogheremmo di più, ci sarebbe una maggiore volontà di capire, di conoscere in profondità.

Saremmo tutti meno esposti ai raggiri, meno vulnerabili, più protetti rispetto all’ingannevole macchina della propaganda, più al riparo anche delle nostre paure e dei nostri mutevoli umori…

Se l’Italia non fosse il paese più ignorante d’Europa, non avremmo editori mazzieri.

Non avremmo Matteo Salvini.