Voltagabbana, responsabili? No. Questi senatori sono solo una pagina commovente del libro Cuore

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Gian Franco Ferraris

Nella notte il senatore di Forza Italia Luigi Vitali ci ha ripensato e questa mattina in una nota  ha fatto sapere: “nessun appoggio politico al Conte Ter”, decidendo di rimanere iscritto al gruppo di Forza Italia.

Ieri sera Vitali aveva comunicato ai colleghi di Palazzo Madama, sentita al telefono la capogruppo Anna Maria Bernini. “Cari colleghi, come doverosamente comunicato alla presidente, ho preso la decisione di sostenere il professor Conte. Ho espresso sempre la mia perplessità sulla situazione attuale. È stato un onore lavorare con voi”.

Nella notte il senatore di Forza Italia torna sui suoi passi. Non aderirà più al gruppo degli europeisti per Conte. «Mi hanno chiamato Silvio Berlusconi e Matteo Salvini». E cosa le hanno detto? «Il Cavaliere mi ha ricordato il passato insieme: sono iscritto a Forza Italia dal 1995. Il presidente mi ha pure aggiunto: “Hai visto che ho parlato alle larghe intese?”».

E poi c’è la telefonata con il leader della Lega, il quale avrebbe convinto l’avvocato pugliese che è stato in un governo Berlusconi sottosegretario alla Giustizia: «Ma cosa vai a fare lì? Hai visto che io ho aperto su giustizia e fisco». Vitali assicura che non gli avrebbero promesso alcunché: «Questa è la mia ultima legislatura. Hanno prevalso gli affetti. D’altro canto cosa sarei andato a fare in un governo presieduto da Giuseppe Conte? Sarei stato solo un mercenario».

Oggi la marcia indietro con una nota: “nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il presidente del Consiglio Conte, sottoponendogli l’urgenza e l’importanza per il Paese di una riforma complessiva della giustizia….Questo ragionamento condiviso con Conte era nel solco di quanto già dichiarato dal presidente Berlusconi sull’apertura a un governo istituzionale e a quanto dichiarato dal segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque, a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di governo che prevedesse tra gli altri una riforma della giustizia e fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate, che tutt’ora ritengo insensate”, osserva ancora Vitali che tiene dunque a ribadire: “Nessun appoggio politico al Conte ter”.

Che altro dire, questi senatori bistrattati da tutti, hanno un cuore. L’esempio di Luigi Vitali è esemplare: In una Italia in piena emergenza per i morti della pandemia e una crisi economica senza precedenti, ha preferito mantenere  l’amicizia con il cavaliere. Dopo l’unità d’Italia, ancora una pagina indimenticabile e commovente del libro Cuore da far arrossire Edmondo De Amicis.

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