#Whirlpool. Calenda: Luigi di Maio ecco le prove che hai mentito

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di Carlo Calenda – 15 giugno 2019

Luigi Di Maio, ecco tradotta in italiano l’inchiesta di POLITICO Europe in cui ci sono le prove di quello che diciamo da giorni: sapevi da aprile della chiusura dello stabilimento #Whirlpool di Napoli e hai mentito ai lavoratori e al Paese.

Ora ci sono due opzioni, o ti difendi delle accuse nell’Aula del Parlamento e dimostri (non so come, a questo punto) che non hai mentito oppure ammetti di aver mentito, chiedi scusa e ti dimetti immediatamente.

Prova solo a immaginare cosa avreste fatto voi e scritto sul blog del MoVimento 5 Stelle se fosse successa una cosa del genere a un Ministro dei governi del centro-sinistra.

Ci vediamo presto in Aula.

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I DOCUMENTI METTONO IN DUBBIO LE PAROLE DI DI MAIO
POLITICO Europe – di Silvia Sciorilli Borrelli

ROMA – Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, ha sollevato un polverone a proposito di una multinazionale straniera che chiude una fabbrica di Napoli ma i documenti ottenuti da POLITICO dimostrano che il suo ministero sapeva da due mesi della chiusura.

Alla fine del mese di maggio, il produttore statunitense di elettrodomestici Whirlpool ha annunciato che avrebbe chiuso lo stabilimento di Napoli, una roccaforte a 5 stelle, in cui lavorano 420 persone.

Giorni fa, il Ministro per lo Sviluppo Economico e Vicepremier Di Maio ha espresso la sua indignazione per i piani di Whirlpool e ha detto che avrebbe revocato incentivi pubblici destinati all’azienda.

“Il governo italiano non permetterà alle grandi multinazionali di prendere in giro l’Italia”, ha detto Di Maio in una diretta su Facebook pubblicata martedì. “Whirlpool non ha rispettato gli accordi quindi firmerò un decreto per revocare tutti gli finanziamenti pubblici dati alla compagnia finora.”

Tuttavia, martedì Carlo Calenda – il predecessore di Di Maio al Ministero dello Sviluppo Economico, appena eletto europarlamentare nelle fila del Partito democratico – ha dichiarato durante una trasmissione televisiva che Di Maio sapeva delle intenzioni di Whirlpool dall’inizio del mese di aprile.

La lettera di Whirlpool citava un potenziale investitore che poteva essere un buon candidato per rilevare il sito di produzione e salvare i posti di lavoro.

“Ha aspettato fino a dopo le elezioni europee, e ora sta facendo questa sceneggiata indecoroso per qualcosa che sa da due mesi, a cui il suo staff ha lavorato da aprile”, ha detto Calenda.

Giovedì, Di Maio ha negato di essere stato al corrente delle intenzioni di Whirlpool. Quando un conduttore radiofonico [Edoardo Zanchini a “Radio Anch’io”] gli ha chiesto se sapesse da prima dell’annuncio ufficiale, il 31 maggio, che la società stava per chiudere la sua fabbrica di Napoli, ha risposto: “No, assolutamente no”.

Una lettera inviata da Whirlpool a Di Maio agli inizi di aprile – e ottenuta da POLITICO – mostra che l’azienda ha informato il ministro che non era più in grado di onorare l’impegno, preso a ottobre del 2018, di investire 17 milioni di euro nello stabilimento di Napoli, dove produce lavatrici di segmento alto, “dato il settore di business sta vivendo un forte calo della domanda”.

– La lettera di Whirlpool menzionava un potenziale investitore che poteva essere un buon candidato per rilevare il sito di produzione e salvare i posti di lavoro.

Giovedì, Di Maio ha detto alla radio “tutti sapevano che Whirlpool aveva difficoltà nello stabilimento di Napoli, ma non che volevano lasciare la città”.

Secondo due persone coinvolte nelle discussioni, il Ministro – che nasce non lontano da Napoli – era consapevole che gli americani avevano deciso di andarsene e aveva incaricato il suo personale di vagliare alternative, per evitare di perdere tutti i 420 posti di lavoro

I funzionari del ministero hanno quindi chiesto ad Invitalia – un’agenzia pubblica di sviluppo economico, con sede a Roma – di incontrare il potenziale nuovo investitore identificato da Whirlpool (che non può essere nominato per non influenzare i negoziati in corso) e ha chiesto una valutazione tecnica della proposta piano di investimento, secondo quattro persone che hanno preso parte alle discussioni.

Al primo incontro – che si è svolto al ministero, a Roma, il 19 aprile – ha partecipato il vice capo di Gabinetto di Di Maio, Giorgio Sorial, funzionari di Invitalia e rappresentanti del potenziale nuovo investitore.

I portavoce di Di Maio e Sorial non hanno risposto alle richieste di commento.

Altri due incontri si sono tenuti a maggio, secondo tre persone che erano presenti e gli appunti che riassumono il contenuto della riunione – visti da POLITICO. Questi appunti mostrano anche che due dei tre incontri si sono svolti al ministero mentre il terzo si è svolto presso la sede di Invitalia.

Impedire alle multinazionali di chiudere fabbriche, delocalizzare la produzione e punire coloro che prendono soldi pubblici per poi spostare la produzione all’estero è stata una delle principali promesse della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle per le politiche 2018. Lo scorso ottobre, il governo italiano e la Whirlpool hanno firmato un accordo che prevedeva un piano triennale di investimenti di 250 milioni di euro da parte dell’azienda statunitense, di riportare in Italia dalla Polonia alcune linee di produzione e l’impegno a mantenere i livelli di occupazione attuali.

In quel periodo Di Maio celebrò la sua “vittoria” e disse che era un segnale positivo per il paese.

– “Le accuse devono ancora essere dimostrate” – Claudio Durigon

Un portavoce di Whirlpool non ha voluto commentare gli scambi privati della compagnia con il ministero.

L’accordo ha anche dato a Di Maio il compito di riunire Whirlpool e sindacati per discutere delle novità sull’attuazione del piano entro sei mesi dalla firma ma non è stato convocato alcun incontro entro tale termine e il Ministro non ha risposto alla richiesta del 20 aprile da parte dei sindacati di fissare un incontro.

Un portavoce di Whirlpool ha rifiutato di commentare gli scambi privati della multinazionale con il ministero, ma ha detto che l’azienda non vede l’ora che si arrivi al prossimo tavolo con il Ministro e i sindacati, in programma per il 21 giugno.

“Al momento stiamo lavorando a una soluzione per il sito di Napoli che sarà in linea con le linee guida stilate dal ministero e consentirà di garantire continuità industriale e massimi livelli di occupazione”, ha affermato il portavoce
.
L’opposizione, nel frattempo, ha chiesto a Di Maio di chiarire la sua posizione in Parlamento.

“Se, come dice Carlo Calenda, Di Maio sapeva da aprile della chiusura dello stabilimento #Whirlpool di #Napoli, sarebbe gravissimo. Di Maio ha nascosto l’informazione fino alle europee? Calenda fornisca le prove, così da poter chiedere a Di Maio di risponderne in Parlamento” ha twittato Mara Carfagna, una deputata di Forza Italia che si è unita ad altri parlamentari per chiedere a Di Maio di spiegarsi in Parlamento.

Giovedì, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, della Lega, l’altro partito – di estrema destra – al Governo in Italia, ha risposto al Question Time in Commissione alla Camera al posto di Di Maio.

Ha detto che il Ministro non aveva nascosto nessuna informazione. «Le accuse a Di Maio? Son tutte da dimostrare. In quanto non si trova riscontro [alle dichiarazioni di Calenda] nelle interlocuzioni avviate con le competenti strutture del Mise”, ha detto.

Valeria Valente, deputata del Partito Democratico eletta a Napoli, ha dichiarato: “Di Maio sfugge al parlamento, il suo silenzio vale 1.000 parole e la presenza di Durigon al suo posto significa che la Lega è corresponsabile nel coprire le sue bugie”.

Copyright POLITICO Europe – Articolo originale: https://www.politico.eu/…/5stars-leader-withholds-informat…/