Autore originale del testo: Lorenzo Tosa
Massimo Sabatini di mestiere fa l’insegnante. Un professore di Greco e Latino, di quelli che tutti noi avremmo voluto avere al liceo.
E la sua storia è la fotografia impietosa di un Paese miserevole, al contrario e culturalmente in macerie.
Il 6 luglio scorso, dopo la fine degli esami di Maturità e a quadri ormai usciti, Sabatini decide di congedarsi dai suoi studenti del liceo Vivona di Roma con una lettera bellissima nella quale – tra le tante cose degne di riflessione – ne scrive una ancora più importante:
“Cari ragazzi, non dimenticatevi di Gaza e dei responsabili”.
Sono bastate queste poche righe, umanissime, e per il prof. Sabatini è scattata subito un’ispezione dell’ufficio scolastico regionale, per conto del Ministero dell’Istruzione, e addirittura la convocazione di studenti e docenti, in quello che si è trasformato in un vero e proprio processo.
Viviamo in un Paese al contrario in cui si perseguono persino le parole e i pensieri di un insegnante, per altro a scuola conclusa e a esami finiti. Parole di pace e di rispetto, con cui ha stimolato i ragazzi al pensiero critico, al senso di responsabilità civile e all’umanità che in certi uffici e in una certa classe politica non sanno neanche dove stia di casa.
La risposta degli studenti e di tanti cittadini perbene è stata commovente: un appello a sostegno del professore che ha già toccato quota 11.000 firme.
E allora sapete cosa? Ve la voglio leggere tutta quella lettera, per farvi rendere conto dei contenuti “eversivi” che contiene.
“Care e cari,
ho visto i quadri degli esami. Molto bene, direi. Brave e bravi.
Vi saluto con un ultimo messaggio. Avete vissuto questi tre anni di liceo mentre si compiva lo sterminio a Gaza. Quello che è successo in questi tre anni nei confronti della popolazione civile innocente, dei bambini, degli anziani, delle donne, dei medici, dei giornalisti e anche dei giovani uomini (tutti terroristi di Hamas i giovani gazawi?) non dimenticatelo.
Non dimenticate i responsabili: le donne e gli uomini di potere dei paesi cosiddetti civili e democratici, non solo chi ha premuto il grilletto, lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni, ma anche chi ha prodotto e venduto armi, chi ha avuto responsabilità politiche, chi ha lucrato dividendi e fatto profitti, e chi è rimasto ignavo a guardare senza fare niente.
Alcuni di voi occuperanno posizioni di potere, diventeranno dirigenti di importanti aziende, maneggeranno capitali, conosceranno altre persone di potere, amministratori di grandi imprese e funzionari dello Stato e dell’Unione Europea.
Sarebbe interessante chiedere a ognuno di loro: hai mai sentito parlare di Hind Rajab? Tu dov’eri quando uccidevano Hind Rajab? Cosa facevi? Cosa hai fatto dopo?
Quando vi capiterà di vedere la faccia rapace di uno dei potenti di oggi, guardatelo negli occhi ricordando la ‘Primavera hitleriana’ di Montale: il muso dei capretti uccisi e la sagra dei miti carnefici. E soprattutto: più nessuno è incolpevole.
Qualche volta, rileggete le ultime parole di Virgilio a Dante nel XXVII del Purgatorio.
Se vi va, ci vediamo al cinema e ci scambiamo libri. Se qualcuno è bravo a tennis, possiamo giocare. Ma bravo, sennò mi annoio.
Un abbraccio”.
Questa è la (meravigliosa) lettera.
Poteva finire davanti a una ventina di ragazzi e si sarebbe fermata lì.
E invece arriverà molto più lontano grazie agli stessi ottusi burocrati e politicanti che quelle parole volevano cancellare e vorrebbero punire.
Solidarietà al prof. Massimo Sabatini e grazie per queste parole.
Averceli, insegnanti così


