Addio a Massimo Bordin: la tolleranza e la discussione libera fanno più paura della retorica dei partiti e dei media

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DALLA CERIMONIA DI ADDIO A MASSIMO BORDIN UN MESSAGGIO
POTENTE DELLA CULTURA LAICA: LA TOLLERANZA
E LA DISCUSSIONE LIBERA FANNO MOLTA PIU PAURA
RISPETTO ALLA RETORICA DI TUTTI I PARTITI E DI TUTTI I MEDIA

di Fabio Martini – 21 aprile 2019

La cerimonia laica per salutare Massimo Bordin, ex direttore di Radio Radicale, rimarrà per sempre nella memoria di chi vi ha partecipato e di chi la potrà riascoltata attraverso l’archivio della radio. Per non tradire l’essenza di un uomo che detestava la retorica, amici e colleghi che lo hanno ricordato, hanno provato ad estrarre il senso di una vita che – pur con tratti personalissimi – si era ispirata ad una cultura politica, in Italia minoritaria e tuttavia potente.

Ha detto Furio Colombo: <Ogni mattina preparava il giornale dei giornali e la sua preoccupazione era quella di fare in modo che la sua interpretazione non fosse dogmatica, non fosse categorica, ma tutto era condizionato dal fatto che l’avevi ascoltata tu, dal tuo punto di vista> Massimo Teodori: <Un intellettuale non organico, che pensava con la propria testa, che aveva sedimentato una cultura non ideologica, piena di sfumature>. Marco Taradash: <A Radio Radicale abbiamo amato la discussione libera, nella quale si confrontino le posizioni politiche anche le più distanti, compreso il recente convegno di Verona. Oggi si vuole spegnere Radio Radicale perché c’è un’altra concezione della politica e delle persone, che vuole prendere, senza dare niente. Loro che non vogliono la memoria, la storia, il confronto. Non vogliono la Radio perché è la voi tutti>. Un terribile paradosso sviluppato anche da Fabrizio Cicchitto: <Sono piccoli fascisti che vogliono chiudere una voce perché paradossalmente questa voce serve anche per fare sentire quel che loro dicono in Parlamento: la massima testimonianza della loro incoltura>. Alessio Falconio ha ricordato <la sua curiosità per quello che c’era nella testa degli altri>, Daniela Preziosi, nel momento più commovente della cerimonia, si è “scusata” per la <ruvidezza> con la quale sono state negate notizie sulla salute di Bordin, perché questo era il suo desiderio, ma che lui <se ne è andato con la stessa eleganza integrale e naturale che conoscete tutti>. Potente e indimenticabile l’affettuosa invettiva di Emanuele Macaluso: <Non mancherà soltanto agli imbecilli>.