Bergamo-Firenze-Bergamo. è VIVA.. la sinistra!

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di Marco Caglioni 14 aprile 2019

Non è facile mettersi a scrivere dopo essere partito Sabato mattina alle ore 5 da Bergamo, aver trascorso tutta la giornata a Firenze ed essere rientrato a mezzanotte alla stazione di Bergamo. Manca forse ancora un po’ di lucidità anche perchè la stanchezza addosso è ancora presente, ma ci provo. Come sempre non voglio passare lasciare troppo tempo perchè a me piace così: prendere la rincorsa metterci la massima energia possibile e saltare. Qualcuno la chiama utopia io preferisco chiamarlo CORAGGIO. Partiamo da qui, ce ne vuole tanto per partire da Bergamo ma ci vuole una tempra di ferro per fare quello che ha fatto la mia compagna di viaggio Maria Grazia Bonicelli: partire il venerdì da Vilminore passare la notte a Bergamo e poi prendere lo stesso mio treno. Maria Grazia è una compagna che spesso critica ma che che sa cosa vuol dire lottare e faticare. Nella sua “valle sperduta” potrebbe godersi il riposo della pensione invece fra consigli comunali, volontariato locale per la CGIL e riunioni e assemblee politiche a Bergamo non è mai ferma…
Inizio con un’ammissione: ho fatto fatica ad invitare i compagni bergamaschi a venire a Firenze. Non me la sono sentita dopo tante delusioni di chiedergli ancora in ginocchio l’ennesimo “viaggio della speranza”. Ne ho parlato con alcuni, l’ho pubblicizzato, ho aiutato un po’ nella comunicazione per l’evento ma non ho tirato nessuno per la giacchetta. Non è il momento, non dopo quello che è successo con Liberi e Uguali, la scottatura è ancora troppo viva. Ho comunicato questo mio disagio anche a Francesco Laforgia che è stato uno dei promotori principali dell’iniziativa. E’ cosciente, lui per primo, che quella che abbiamo lanciato è una sfida grande e che per vincerla dovremo ritessere fili spezzati sapendo che non molti sono disposti in questa fase a credere alle buone intenzioni a meno non siano seguite da fatti e atteggiamenti conseguenti alle promesse e agli auspici.
Gli interventi sono stati tutti piuttosto interessanti, non voglio far torto a nessuno ma in particolare la relazione introduttiva di Francesco Laforgia mi è sembrata molto puntuale e lineare per comprendere il profilo del progetto “èViva”. Assolutamente interessante il contributo sull’Europa da parte di Lorenzo Marsili di Diem25, concreto e ricco di spunti.
Serena Spinelli ha portato sul palco le sue competenze di consigliera regionale toscana accompagnate da tanta umanità. Una cosa rara da cogliere in certi interventi politici che molte volte risultano troppo rigorosi, freddi e distaccati.
E’ un sentimento che ho sentito anche in altri interventi e fra questi quello di Silvia Prodi (che sarà capolista del Nord Est alle elezioni europee per la lista LASINISTRA) che ha incentrato il suo bell’intervento sulla parole chiave della giornata: CORAGGIO.
Il coraggio di chi non smette di crederci. Il coraggio di sapere andare controcorrente con determinazione, coerenza ma senza perdere la lucidità di una serie analisi politica.
Il coraggio a volte di saper dire dei NO al momento giusto, quando ti chiedono per esempio di barattare e riequilibrare un licenziamento ingiusto e ingiustificato con un compenso economico. Ecco ieri eravamo questi qui.
Quelli che di fronte agli accordi con la Libia di Minniti si sono indignati e oggi provano la stessa indignazione in questi mesi di fronte a Salvini che non permette di far sbarcare un barcone alla deriva carico di esseri umani.
Quelli che non credono che la destra si sconfigga con operazioni di architettura politica ma cercando di capire perchè tante persone deboli e ai margini nelle periferie si sentono più ascoltate e protette dalla Lega piuttosto che da noi che dovremmo essere e fare la sinistra che sta con i molti e non che sta in centro città a deifender i pochi.
E ancora il coraggio di chi di fronte a classi dirigenti inadeguate e pavide ha provato ora a gettare il cuore oltre l’ostacolo e oggi ha deciso finalmente di provare a prendere il timone, con tutte le incertezze e le difficoltà del caso, ma con umiltà e consapevolezza coscienti anche delle proprie debolezze.
Ecco non imbrogliamoci, ieri non c’era il popolo a Firenze, non c’erano le masse, ma ieri si è vista e sentita una classe dirigente preparata, coerente, coraggiosa, aperta nella testa e nel cuore che qualcuno ha cercato di soffocare per anni e cerca di farlo tutt’ora perchè teme oltre che per la perdita di qualche posto la libertà mentale che queste persone hanno dimostrato di avere ed esprimono.
La missione di questo progetto è lanciare un percorso che abbia come unico orizzonte la nascita di UN UNICO partito della Sinistra, un soggetto necessario e utile prima di tutto per tanti cittadini e per il Paese. Lavoreremo esclusivamente per questo, senza cedimenti di rinchiuderci in uno recinto accogliente e rassicurante.
Per questo ieri è nato il progetto “èViva”.