Come era Milano?

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Autore originale del testo: Luigi Altea

di Luigi Altea  9 maggio 2016

Certo che mi ricordo com’era Milano ! Era più bella e soprattutto era più umana. Più “ a misura d’uomo” come si usa dire oggi. E invogliava a sperare.

Mi è bastato salire su un tram o prendere la metropolitana…per rivedere luoghi, per ricordarmi di un amico.

O attraversare uno spiazzo, ove un tempo c’era un vicolo, per sentire riemergere emozioni che temevo dimenticate.

Immagini ed emozioni che hanno ridato vita a sentimenti, hanno ridestato nostalgie…

Il tram era anche un luogo di socializzazione, dove si parlava col vicino, dove “si attaccava bottone” con una ragazza…

Nei vicoli del centro c’erano le sezioni dei partiti, delle associazioni, c’era il bar sei sardi dove nei pomeriggi del giovedì e della domenica ci si ritrovava, ci si conosceva, si potevano incontrare le ragazze che lasciarono la Sardegna per fare le domestiche nelle case dei ricchi, ci si fidanzava…

In uno di quei vicoli, Via Della Zecca Vecchia, c’era la Sezione del PCI “Perotti Devani”, la mia Sezione. Ero un ragazzino, un cinghialetto sardo, e non mi rendevo conto che i compagni con i quali avevo la sfacciataggine di polemizzare si chiamavano… Davide Lajolo, Cesare Musatti, Rossana Rossanda, Ernesto Treccani…

Non c’era un renziano, neppure a pagarlo, perché non eravamo ancora entrati nella modernità…

Girando per Milano, pur in mezzo a qualche meraviglia, come la nuova Darsena, è bastata la vista dell’Autogrill… in Piazza del Duomo o le tonnellate di cemento a Porta Nuova, per rinnovare il rimpianto, per acuire un dolore…

Ed è bastato passare davanti ad un circolo, o vedere un manifesto del PD… per sentire il desiderio di riabbracciare un compagno o una compagna, che mi pareva d’aver salutato, l’ultima volta, poco tempo fa…

Poco tempo fa ero ancora un ragazzo…

Quei compagni, e quella Milano, non esistono più.

Il presente ora è rappresentato dal “compagno”Giuseppe Sala.

Spero che non rappresenti anche il futuro.