Come tentare di affossare un governo non amico degli USA

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di Antonio Gaeta 11 marzo 2019

Dunque, in Venezuela le affabulazioni dell’autoproclamato presidente Guaidò nei confronti delle forze armate non hanno funzionato. Quindi, “i golpisti” finanziati da Trump sono passati alla tattica del “cavallo di Ulisse contro Troia”, costituita dalla farsa degli (“aiuti umanitari). Poiché di “guerre umanitarie” é già pieno il mondo, i venezuelani hanno mangiato la foglia, e hanno preferito i veri alimenti (quelli yankee risultano persino avariati) distribuiti dal governo Maduro.

Ai “golpisti” non restava che cercare di aizzare i governi latino-americani amici, per giustificare un’intervento armato congiunto, atto a “liberare i venezuelani” dalla “dittatura” (film più volte visto in Asia e Africa). Forse anche perché stanchi di questo film, i governi amici dei golpisti (gruppo di Lima) e i governi europei stupidi (per aver appoggiato un golpista) si sono opposti all’intervento armato.

Pertanto, allo sfortunato Juan Guaidò, contro il quale si sono mobilitate piazze venezuelane molto più numerose (che i media non mostrano), é rimasta l’arma del boicottaggio ai servizi essenziali, che sappiamo dipendere dal costante flusso dell’energia elettrica (sanità, trasporti, macchinari, etc.).

I frequenti black-out e il più recente (clamoroso per i media europei), chiaramente procurati dai tecnici specializzati pagati da Trump, sono puntualmente falliti, giacché i venezuelani già sapevano dei rischio e Maduro ha fornito tutti gli ospedali di generatori autonomi. Dunque, nessun morto, contrariamente a quel che hanno ignorantemente sostenuto i media occidentali.

Per capire la veridicità di quanto scrivo, é sufficiente riportare le dichiarazioni prima del ministro venezuelano della Comunicazione e Informazione, Jorge Rodriguez: “C’è stato un attacco informatico contro il sistema di controllo automatico della centrale idroelettrica di Guri!”, da cui dipende il rifornimento di circa l’80% dell’elettricità venezuelana. Poi del senatore repubblicano USA, Marco Rubio, il quale pochi minuti dopo l’attacco informatico (quindi prima dell’estensione degli effetti sui venezuelani) era già perfettamente al corrente della situazione: “Attenzione – scriveva su Twitter – black-out completo in tutto il Venezuela. Aeroporto principale di Caracas senza energia e generatori di supporto in crash!” Tuttavia, come faceva il senatore Rubio a sapere dei generatori di supporto, dal momento che questi entrano in funzione in modo autonomo?