Come tocchi le poltrone si alzano le barricate

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Di Maio: “Non mi importa della poltrona. Il dialogo con i dem deve partire dal taglio dei parlamentari”

Ora fuori da ogni ideologismi e partigianerie da tifo da stadio. Ma veramente un governo di scopo, di salvezza nazionale che aspetta un aumento dell’IVA e la stangata di un bilancio lacrime e sangue, deve avere come unico e fondamentale punto imprescindibile il taglio dei Parlamentare che a detta di Di Maio al massimo può portare a 500 milioni di risparmio (ne spendiamo 80 di miliardi per gli interessi passivi)?

Ma ammesso e concesso che questo nasconde la diminuita rappresentatività del Parlamento e l’instaurarsi di una oligarchia partitocratica, è questo il momento e la misura imposta fatto al momento giusto?
Ma sopratutto si può pensare a una riforma cosi drastica del sistema Parlamentare senza toccare la legge elettorale e la revisione dell’impalcatura e dei regolamenti Parlamentare. E dov’è l’urgenza visto che questa riforma al più interesserebbe il prossimo Parlamento?

O dietro invece si nasconde una manfrina? (danza piemontese di una lungaggine interminabile) ma di bassa Lega, visto che il PD ha posto la pregiudiziale sui nomi dei ministri e la cancellazione dei due decreti Sicurezza?