Compagni, vi fate cucinare come un abbacchio da Orfini

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di Gian Franco Ferraris – 19 aprile 2016

A Roma con la defenestrazione di Marino da parte del PD, ad opera del suo partito con la firma dal notaio dei consiglieri comunali per ordine dei congiurati Renzi e Orfini, si è con­su­mata la più impo­nente  distru­zione di democrazia avvenuta in Italia.

Le accuse a Ignazio Marino, eletto in modo democratico dai cittadini, considerato un “mar­ziano”, un inetto, un narciso, un inca­pace,  non hanno niente a che fare con la realtà: si sono sbarazzati di un Sindaco, utilizzando qualsiasi mezzo, perchè non garantiva gli interessi dei vari poteri romani.

E’ ovvio che se si doves­sero rimuo­vere dai loro inca­ri­chi i politici incapaci crollerebbe l’intera impalcatura dello Stato italiano a partire dal premier, ai ministri, ai presidenti di regioni, dirigenti, presidi, sindaci ecc. A spregio di Roma è stato nominato come commissario, uno degli artefici dell’Expo, Tronca, un nome un programma.

Eppure Roma non è solo la Capi­tale d’Italia, e  una delle città più impor­tanti del mondo:  dal punto di vista del patri­mo­nio arti­stico e cul­tu­rale è senza ombra di dub­bio la prima città al mondo.

In questo quadro ci saremmo aspettati una reazione d’orgoglio ma anche razionale dalla parte migliore della città, un lavoro in  profondità per presentare alle elezioni amministrative una proposta programmatica innovativa e limpida per amministrare la capitale con candidature autorevoli e popolari. Al contrario, sono passati mesi, le elezioni si avvicinano e la sinistra e la parte autenticamente democratica paiono una balena arenata nel Tevere.

Qualche giorno fa pareva perlomeno che si fosse trovato un accordo sulla candidatura di Stefano Fassina, che da tempo aveva auspicato l’alleanza con Ignazio Marino e con tutte le persone disponibili a non lasciare la città nelle mani di gruppi di potere precostituiti e che in questi mesi ha avuto la forza e la pazienza (nonostante politici che dicevano di appoggiarlo e ogni giorno intrigavano con Orfini) di portare avanti un cantiere di lavoro programmatico con le associazioni e le realtà sociali disponibili nella città.

Infatti: http://www.affaritaliani.it/roma/marino-va-con-fassina-c-e-anche-civati-417101.html?refresh_ce

Con Si-Sel anche i “pirati” del centrosinistra “Contaci”

civati_fassina

Avevamo almeno sperato che si fosse trovato un assetto idoneo per costruire una alternativa alle tradizionali candidature in campo. Purtroppo però abbiamo verificato sulle pagine facebook e abbiamo letto il testo che riportiamo integralmente sulla pagina facebook di CONTACI:

“Abbiamo provato a mettere insieme l’universo che si muove oltre il PD. Abbiamo verificato che non ci sono le condizioni e che le forze in campo mostrano un interesse solo nominale per una partecipazione diretta e libera dei cittadini alle scelte che riguardano la loro vita e la città.

Abbiamo deciso perciò che CONTACI non sostiene alcuno degli attuali candidati a Sindaco di Roma ne’ partecipa a liste collegate.

Guardiamo con attenzione ai Municipi e stiamo valutando se è possibile promuovere innovazione in alcuni di questi.

CONTACI nasce in vista delle elezioni ma per durare tutto il tempo necessario per dare forma a una sinistra che intende realizzare tutti i diritti universali non solo quelli economici (e collegati doveri) oggi e nel futuro, che pratica la democrazia partecipata, che riconosce nei rapporti umani il fondamento di una società degna. Una sinistra per governare la transizione storica che stiamo vivendo, con i cittadini e non in nome (presunto) di un gruppo sempre più ristretto di portatori d’interessi. Ci vuole tempo e serve continuità. Martedì abbiamo preso decisioni per darla.

Leggi il report integrale della riunione di Martedì 12 Aprile e le scelte fatte per garantire continuità (http://www.contaci.rm.it).”

Lo stesso Ignazio Marino ha rilasciato una intervista al Messaggero: http://www.ilmessaggero.it/roma/campidoglio/marino_candidati_parte_civile_municipi_consiglio-1672306.html

Quando gli viene chiesto chi voterà alle Comunali, Marino risponde: «Prima vorrei leggere i programmi. Ad esempio sull’urbanistica, dove noi abbiamo fatto scelte importanti, ad esempio cancellando 160 insediamenti e il cemento nell’Agro romano approvati da Alemanno, o ancora indicando un villaggio olimpico per i giochi del 2024 vicino a quello del 1960, quello che invece Renzi e Malagò vogliono fare a Tor Vergata senza neanche la connessione con il trasporto su ferro. Prima di decidere ascolteremo ma i partiti facciano in fretta, almeno pubblichino il programma prima delle elezioni». Quanto alla possibilità di votare il candidato Pd: «Vedremo, se magari il candidato Pd dice che quello di Renzi e Malagò è un errore, vedremo cosa diranno sugli insediamenti nell’Agro romano: per me è impossibile dare il voto a chi vuole cementificare». Riguardo il candidato del Pd, Roberto Giachetti, Marino è tornato a criticare la scelta di non dimettersi da parlamentare: «Io mi dimisi da sentore e il Pd condivise pienamente, ora abbiamo Giachetti che dice “non ci penso proprio a rinunciare a 20 mila euro al mese da vicepresidente della Camera”. Insomma, sono cose da valutare».

Virginia Raggi saprebbe fare il sindaco di Roma? «Sicuramente è determinata. Io devo dire che in quella pattuglia di consiglieri M5S ci sono persone con cui ho avuto rapporti più diretti o costruttivi su alcune problematiche come i nomadi ad esempio», ha detto Marino, che poi ha ricordato la «trattativa» per l’ingresso del M5S in giunta all’inizio del suo mandato: «Ci incontrammo e mi fecero notare che i nostri programmi erano praticamente sovrapponibili io gli chiesi di esprimere un candidato per la giunta, loro fecero una consultazione che fu positiva ma da Grillo e Casaleggio arrivò l’indicazione di rifiutare. Lo stesso accadde più tardi, dopo lo scoppio dello scandalo Mafia capitale, quando gli proposi di entrare nell’ufficio di Presidenza dell’Aula».

Marino è stato poi chiamato a dare una valutazione sintetica di alcuni candidati. «Marchini è una persona che viene da una storia di ricchezza e patrimonio familiare importante e secondo me non ha quella preparazione per comprendere le difficoltà di chi vive con 600 euro al mese. Giachetti è un candidato di fatto scelto da Renzi, ha sempre vissuto di politica e infatti non si vuole dimettere da vicepresidente della Camera. Era capo di gabinetto di Rutelli nel ’93: non so, era già andata male nel 2008 per il PD scegliendo Rutelli, ora candidano il suo capo di gabinetto che ha ricoperto a Roma un ruolo importantissimo più di 20 anni fa. Giorgia Meloni è una persona estremamente sicura di sé, ha la conoscenza della città, ma è dello stesso partito che espresse Gianni Alemanno».

La pagina facebook “io sto col Sindaco Ignazio Marino” che raccoglie oltre 13.000 aderenti si distingue per sincero  spaesamento (1) .

L’associazione “Parte civile-Marziani in movimento” sta ancora riflettendo e sulla pagina facebook degli assessori che hanno lavorato lealmente nella giunta Marino nulla traspare, a parte qualcuno che partecipa alle elezioni nelle liste collegate a Giachetti (2).

L’unico segno vitale compare sulla pagina di alcuni esponenti socialisti dove è stato pubblicata questa notizia:

“Come già annunciato IL RISORGIMENTO SOCIALISTA di ROMA candiderà il compagno RENATO COSTANZO GATTI e la compagna DESIREE COCCHI, alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma, nella lista politica “SINISTRA PER ROMA” che sosterra’ il compagno STEFANO FASSINA candidato a Sindaco della Città”.

Ora, ognuno di questi gruppi e associazioni avrà valide spiegazioni o se preferite tutte le ragioni del mondo, ma se solo si alza la testa si comprende che se non c’è una svolta, l’unico risultato sarà quello di non essere in grado di presentare una proposta competitiva alle elezioni del 5 giugno; vi ricordo che le liste devono essere presentate il prossimo 6 maggio corredate delle firme dei sostenitori. Il rischio è quello di fare il gioco di quei personaggi che hanno causato questo stato di degrado politico e democratico, a partire dal duo Renzi e Orfini.

Infatti, il Pd con i soliti mezzi cerca di evitare la presentazione di una lista compatta e competitiva “a sinistra” che di fatto toglierebbe le speranze a Giachetti di arrivare al ballottaggio. Il partito della Nazione per vincere ha bisigno del servo utile: il partito dell’inazione sia a destra che a sinistra.

A questo punto penso che vale la pena di riflettere su quanto ha scritto Franco Bartolomei oltre un mese fa, il 13 marzo:

“se oggi a Roma si può discutere concretamente di come allargare una alleanza di Sinistra alternativa allo schieramento di Governo, questo accade solo perchè la candidatura del compagno Fassina, da lui lanciata con coraggio con largo anticipo, e da noi del RISORGIMENTO SOCIALISTA condivisa ed appoggiata in pieno per la sua valenza politica generale e per il suo intento specifico, ha impedito che a Roma si creasse, come purtroppo è avvenuto a Milano, quel disastroso scenario di compromissione con il PD renziano di tutte le forze che vorrebbero lavorare ad una nuova sinistra, alternativa e plurale.
Solo grazie a questo coraggio, ed a questa lungimiranza si può ora andare avanti, ed allargare il campo della nostra iniziativa anche a Marino e ad altre forze che vogliono essere parte della nostra battaglia per il rinnovamento della città di Roma e della Sinistra Italiana .”

Io stesso l’8 marzo avevo scritto, modestamente:  https://www.nuovatlantide.org/bray-marino-fassina-cercate-costruire-qualcosa-buono-roma/

“Insomma, si fiuta quanto Roma ha di peggio, complotti, facili amicizie, piccole furberie; tuttavia siamo consapevoli che Massimo Bray, Stefano Fassina e Ignazio Marino sono persone serie e che hanno a cuore la città di Roma  e soprattutto i cittadini di Roma.

L’auspicio è che trovino la strada per un accordo decoroso tra loro per mettere in campo una proposta politica e di programma che risponda alla domanda di buona politica e di capacità di affrontare i problemi concreti di gran parte delle persone in carne ed ossa della capitale e di tutto il Paese.”

Il passato non è recuperabile, ma ancora si può costruire qualcosa di buono e limpido per Roma e l’Italia.

 

(1) Emilia La Nave sulla pagina facebook di “Io sto col Simdaco Marini 1l 24 aprile 2016: Leggo molti commenti imprecisi su questa pagina circa le posizioni che ParteCivile -Marziani in Movimento, l’associazione nata dal gruppo “Io sto col Sindaco Ignazio Marino” , avrebbe preso in merito alle prossime scadenze elettorali. Vorrei provare a fare chiarezza.

Durante l’assemblea associativa del 13 Aprile si e’ lungamente discusso del futuro dell’associazione e dei suoi obiettivi a lungo termine. Rispetto alle prossime scadenze elettorali, l’assemblea ha deliberato di intraprendere tutte le azioni necessarie al fine di valutare se fosse possibile una partecipazione diretta dell’associazione nella competizione cittadina, anche eventualmente appoggiando candidati sindaco che non fossero diretta espressione del movimento, al fine di poter difendere i principi fondanti di questo gruppo e dell’associazione anche nelle sedi istituzionali, ma con la condizione imprescindibile
di non rinunciare ai nostri ideali e di non stravolgere gli obietivi per cui siamo nati.

Fedele alle decisioni assembleari, ParteCivile si e’ impegnata in questi giorni per trovare elementi di coesione che potessero assolvere al mandato. Dopo aver constatato l’assenza delle condizioni politiche necessarie ParteCivile ha pero’ valutato opportuno di non essere presente con propri candidati e di non appoggiare direttamente altre forze politiche alle prossime elezioni per il Comune di Roma, certi comunque che nelle liste per il Comune e per i Municipi non mancheranno i candidati singoli che rispondono agli ideali per cui il nostro movimento è nato. Solidarietà, fermezza, sensibilità, innovazione, legalità: alle donne e agli uomini che si spendono per questi principi ed affrontano a viso aperto e con sincerità il confronto andra’ la fiducia dei nostri iscritti, nel pieno dell’autonomia nelle loro decisioni.

Rimane il rammarico di constatare che nello scenario elettorale attuale non esista una forza capace di aggregare intorno ad un reale progetto unitario e di sinistra tutte le energie sane della citta’ che a gran voce chiedono insieme a noi che Roma “non torni Roma” ma che continui invece il suo cammino di cambiamento e innovazione iniziato da Marino con la sua amministrazione.
Quest’esperienza ci rafforza nel convincimento che Roma necessita di un cambio di passo, di una rivoluzione culturale che attraversi e capovolga la politica consociativa che ha portato la città al collasso economico, sociale e civile, e per questo andremo avanti con ancora piu’ determinazione nel nostro lavoro di vigilanza, di testimonianza e di proposta. L’associazione ParteCivile sta crescendo oltre I confini cittadini, aggregando chi come le persone del gruppo “io sto col sindaco Ignazio Marino”, non vogliono arrendersi alla decadenza morale di questo paese e battersi per il ripristino di una reale democrazia. Per questo continueremo a lavorare affinche’ il nostro movimento di idée diventi una reale forza protagonista della vita del nostro Paese, concentrando il nostro sforzo sia su temi cittadini che nazionali.
Colgo l’occasione per invitarvi a partecipare uniti alle prossime iniziative dove ParteCivile sara’ presente, e a rinnovare l’invito a tutti coloro che vogliono dare un contributo costruttivo al progetto nato da questo gruppo facebook ad unirsi a noi fattivamente iscrivendosi ai gruppi territoriali di Roma o del gruppo Italia, ma anche iscrivendosi al nostro sitowww.partecivile.eu e all’Associazione.

 

(2) dal diario facebook di Estella Marino 21 aprile
Non era facile, non era scontato, non sarà una campagna elettorale semplice… soprattutto per quello che io, noi, Roma ha attraversato in questi anni. Ma ho deciso di rimettermi a disposizione della città e del PD, voglio difendere il tanto lavoro fatto, dar voce al mio/nostro modo di fare politica e di amministrare i beni comuni, portare avanti i percorsi di cambiamento avviati e continuare a testimoniare che si può cambiare, anche in questa città, pur sapendo di dover affrontare battaglie dure e spesso logoranti. Consapevoli che i veri cambiamenti, quelli profondi, hanno bisogno di tempo e non avvengono a colpi di slogan. Bisogna rimboccarsi le maniche e provare a condividerlo con la città.