Sindaco Roma: Calenda, il Pd e la commedia all’italiana

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Emanuele Lauria

Carlo Calenda ha ufficializzato la candidatura alla poltrona di Sindaco di Roma capitale, già anticipata da Nuovatlantide il 15 ottobre. Oggi è curioso leggere sui principali giornali ( La Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Tempo) le reazioni degli esponenti del Pd all’auto candidatura di Calenda che peraltro invita lo stato maggiore del Partito democratico ad appoggiarlo: “Dovete accontentarvi…”

Emanuele Lauria per www.repubblica.it

“Dovete accontentarvi…”. Con un’ironia al limite del sarcasmo, Carlo Calenda sferza il Pd e rilancia sulla sua candidatura a sindaco di Roma. Lui c’è, è in campo e non ha alcuna voglia di ritirarsi. Né di partecipare alle primarie evocate da Zingaretti. La corsa alla nomination del centrosinistra per il Campidoglio è diventata la trama di una commedia, con batti e ribatti degni di un copione da Oscar.

I dem non vogliono Virginia Raggi, Calenda neppure (ma dice che comunque “ha fatto meglio di Alemanno”) epperò di abbracciarsi non se ne parla. Nicola Zingaretti, di buon mattino, fra un sorriso e una bordata a Conte sul no al Mes, rivolge un sentito pensiero all’ex ministro: per il Comune capitolino c’è lui, dice in sostanza l’inquilino del Nazareno, ma ci sono anche altri. “In ogni città il centrosinistra si sta organizzando per vincere le elezioni.

CARLO CALENDA fabio fazioCARLO CALENDA FABIO FAZIO

 Anche a Roma. Un patrimonio di forze, di donne e uomini, che ha già vinto nella Capitale – afferma Zingaretti – e che ora sta discutendo sul manifesto e sugli obiettivi, per poi attivarsi per selezionare il percorso da intraprendere facendo decidere ai romani. Credo che la partecipazione popolare e la valorizzazione nelle città di queste donne e questi uomini sia un immenso patrimonio per vincere le elezioni. Il percorso è aperto a tutti, quindi anche a Calenda”.

Un modo per dire, come fa esplicitamente il vicesegretario del Pd nel Lazio Enzo Foschi, “che non ci si può autocandidare, non si può mettere il proprio ego davanti a Roma”. Di più: “Quella di Calenda – rincara la dose Andrea Casu, segretario del partito a Roma – è una candidatura contro tutto quello in cui il Pd crede: le primarie e il governo di cui siamo parte fondamentale. Purtroppo ancora una volta divide e la destra brinda”

Ma Calenda va dritto come un treno: “Le primarie? Sono prive di senso in questo momento”. Anche per questioni sanitarie: “Il governo decide che non possono esserci più di sei commensali a tavola e poi apri i gazebo a quarantamila persone? Mentre se le primarie si fanno con numeri bassi finisce che prevalgono le truppe cammellate…”.

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Parole che fanno infuriare un altro big come Andrea Orlando: “Carlo Calenda si candidi pure ma non tenti di delegittimare le primarie con argomenti discutibili”. In ogni caso il tema, per il leader di Azione, non esiste: “Per ora a Roma sono il candidato del mio movimento, e sono convinto che con me si vince e si risolleva la città. Se vado col centrosinistra lo deve decidere il centrosinistra”. E se ci fosse un altro nome? “Resto in campo”.

Ma, aggiunge Calenda, “ci fosse stato un candidato solido questo problema non si sarebbe posto, penso che sarebbe più facile per il Pd appoggiare uno dei loro, ma uno dei loro non c’è”. E allora? “Allora – sibila ai microfoni di ‘L’aria che tira’ su La 7 – il partito democratico deve accontentarsi”. Appunto.

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Nel frattempo, Calenda è spesso in tv e attivissimo sui social. Incassa l’appoggio di Lapo Elkann (“Non c’è miglior candidato per Roma”) e di +Europa (Emma Bonino, Benedetto Della Vedova, Riccardo Magi), dopo quello già dichiarato dei renziani. Chiede a Fabrizio Barca di correre insieme in ticket e replica a quanti gli rimproverano alcune dichiarazioni del 2018: “Io sindaco di Roma? Neanche morto, sarei un cialtrone”, aveva detto l’ex ministro. Su Facebook e Twitter molti gli rinfacciano l’incoerenza, e Calenda risponde così: “All’epoca mi si accusava di voler usare il lavoro, richiesto dai sindacati, sul tavolo per Roma come lancio per una candidatura. Spiegai che non ci pensavo proprio, non volevo fare politica. E difatti non mi candidai alle elezioni per il parlamento”. Il battage, politico e soprattutto mediatico, continua.

CARLO CALENDA SI CANDIDA A ROMA BY EDOARDOBARALDICARLO CALENDA SI CANDIDA A ROMA BY EDOARDOBARALDI

Maria Egizia Fiaschetti per il “Corriere della Sera”

«Mi candiderò per fare il sindaco di Roma». Intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa Carlo Calenda, leader di Azione, ufficializza la sua corsa per il Campidoglio alle elezioni comunali della prossima primavera. Se non fosse che l’ annuncio non sposta di una virgola la linea tenuta finora dal Nazareno: «È una non notizia, si sapeva da mesi. Benvenuto, ce ne sono altri di candidati. La strada da seguire è quella delle primarie».

Tra i maggiorenti locali del Pd, tuttavia, più di qualcuno confida che l’ ex ministro dello Sviluppo economico invece di correre da solo (ipotesi che oltre a sottrarre voti agli ex alleati, rischia di favorire il centrodestra in un eventuale ballottaggio) si lasci convincere.

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Calenda in tv ridimensiona l’ argomento delle primarie ritenendolo secondario, mentre indica come priorità la costruzione di «un campo largo» che, oltre alle forze politiche, includa le esperienze civiche e sociali cresciute nei Municipi. Per smarcarsi dal punto di maggiore conflittualità con i dem evidenzia le difficoltà di organizzare la consultazione tra gli elettori di centrosinistra in piena crisi sanitaria con le persone «che hanno paura a uscire di casa.

E però, nonostante l’ endorsement dell’ ex premier Enrico Letta che ha definito la sua candidatura «una buona opzione», non si intravedono segnali di disgelo: «Partecipiamo insieme al tavolo del centrosinistra e auspico un appoggio largo – il messaggio lanciato da Calenda al suo ex partito – perché per rimettere a posto la città serve un lavoro corale. Dovrebbero appoggiare la mia candidatura se pensano che io sia la persona adatta a governare Roma».

renzi calendaRENZI CALENDA

Altro tema divisivo, il rapporto con i grillini: «Penso che si possano fare compromessi su tutto, ma non sui valori. Entrambi crediamo che la gestione dei Cinque Stelle sia stata disastrosa: i mali di Roma vengono da lontano, ma con Raggi tutti gli indicatori sono peggiorati». Da «socialdemocratico liberale, né di destra né di sinistra», il leader di Azione ritiene che ci si debba confrontare sul «buongoverno», mentre la politica si è ridotta allo «scontro ideologico», al «tifo per questa o quella tribù».

La sua corsa in avanti (prima di lui a bruciare tutti sul tempo è stata la sindaca uscente, Virginia Raggi, che punta al secondo mandato) potrebbe imprimere un’ accelerazione alle mosse del centrodestra che, dopo un paio di incontri preliminari tra i leader di Lega, FdI e FI tornerà a riunirsi questa settimana: «A Roma non ci sarà un nostro candidato – assicura il segretario del Carroccio, Matteo Salvini -, ma un candidato del centrodestra al completo che proviene dalla società civile». Si starebbe pensando a un profilo manageriale con esperienza di governance.

michela di biaseMICHELA DI BIASE

Quanto alla fuga in avanti di Calenda, Salvini non lesina battute: «Ho la pelle d’ oca».

Nessuna conferma, invece, dell’ ipotesi che il prescelto dal centrodestra sia il giornalista Massimo Giletti. Nel prendere le distanze dai rumors che lo vorrebbero pronto a raccogliere la sfida per il Campidoglio, il conduttore di Non è l’ arena smentisce «di aver mai citato il nome della Raggi e di aver detto: “Ci vuole poco a far meglio”». Nei giorni scorsi le affermazioni attribuitegli hanno scatenato i commenti taglienti di Calenda.

«Ho troppo rispetto per il sindaco Raggi – insiste Giletti – per dire cose del genere.

Non è il mio linguaggio e non è il mio stile».

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Da iltempo.it

(…) Una dichiarazione, quella di Calenda, in risposta a una intervista rilasciata a La Repubblica da Michela Di Biase in cui la consigliera regionale Dem chiede alla sindaca Virginia Raggi di «valutare se fare un passo indietro per favorire un’intesa fra il Pd e il M5S su Roma, in linea con quanto dichiarato da Luigi Di Maio, che per le prossime amministrative ha proposto un accordo organico delle forze di governo, senza fossilizzarsi sui nomi. La Raggi, per come ha male amministrato Roma, non è più riproponibile, sebbene sia la sindaca uscente».

CARLO CALENDACARLO CALENDA

Sulle primarie la Di Biase è cauta: «Se troviamo un accordo organico con i 5Stelle si possono pure non fare». E su Calenda dice «È una figura di altissimo profilo che da ministro ha fatto tanto per Roma, ma si è caratterizzato per una posizione di forte contrarietà al Pd e alla maggioranza nazionale. Ripeto: il tentativo da esperire è cercare un profilo unitario dentro l’alleanza di governo».

VIRGINIA RAGGI MICHELA DI BIASE

Nel frattempo sul suo profilo facebook, Carlo Calenda ha iniziato la campagna elettorale….

Ecco il video che sta girando sui siti online. Mi pare la migliore testimonianza sul lavoro fatto sul tavolo Roma. Ascoltatelo. Ps: su “incoerenza”, era febbraio 2018 e si parlava di caduta imminente della Raggi e dell’uso del lavoro appena fatto per candidarmi, come è evidente nel video stesso. Buon ascolto.

https://www.facebook.com/ccalenda/videos/867862737088335

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