Creta. Antica civiltà moderna tutta da scoprire (Assiri-Cretesi III)

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di Antonio Gaeta,  9 dicembre 2018

Scrive Riane Eisler che studiosi posati come Sir Leonard Woolley hanno a loro volta scritto che l’arte minoica é “la più ispirata del mondo antico”. Archeologi e storici di tutto il mondo moderno – aggiungo io – hanno adoperato frasi del tipo “la magia di un mondo incantato”. Si tratta del più completo riconoscimento della grazia e della vitalità, che studiosi contemporanei abbiano mai pubblicamente attestato a favore di un’antica civiltà !

Tanto l’arte con i magnifici affreschi di pernici multicolori, bizzarri grifoni, eleganti signore, miniature d’oro di squisita fattura, quanto la società cretese nel suo complesso, hanno colpito molti studiosi per la loro unicità. Platon riferisce, ad esempio, che “nessuna delle case scoperte suggerisce l’idea di condizioni di vita molto misere” (*).

Fin dai tempi dei primi insediamenti l’economia cretese fu prevalentemente agricola. Poi, con il passare dei millenni (**) l’allevamento del bestiame, l’industria tessile e soprattutto il commercio, grazie ad una cospicua flotta mercantile in tutto il Mediterraneo, assunsero importanza crescente, contribuendo fortemente alla prosperità dell’isola.

Sebbene i frequenti terremoti avessero distrutto più volte gli antichi palazzi, l’architettura cretese é veramente unica nella storia delle civiltà conosciute.

I reperti dimostrano che i palazzi minoici costituiscono un insieme di dettagli, che esalta la vita e appaga lo sguardo, mostrando, diversamente da quella Sumer, Babilonese, Assira, Egizia, tutta la creatività di una cultura non «androcratica» e, quindi, non subordinata a un potere di stile patriarcale: ovvero guerriero e dispotico.

In questi palazzi c’erano ampi cortili, facciate maestose e centinaia di stanze disposte in «labirinti» organizzati: quelli che nella successiva leggenda greca divennero il simbolo di Creta.

In realtà, in questi edifici labirintici c’erano diversi appartamenti, collocati in numerosi piani e relative altezze disposte asimmetricamente, per consentire a tutti di affacciarsi sul cortile centrale. I giardini, poi, erano una caratteristica essenziale di tutta l’architettura minoica. Altrettanto importante era la progettazione, con particolare riguardo all’intimità, alla buona illuminazione naturale ed ai servizi. Tuttavia, ciò che colpisce di più é la particolare attenzione per l’estetica..

Anche l’abbigliamento era studiato per coniugare l’effetto estetico con la praticità, lasciando libertà di movimento. Questo perché l’esercizio fisico e gli sport coinvolgevano sia gli uomini che le donne, diventando fonti di grande divertimento.

A Creta spettacolo e religione spesso di intrecciavano e ciò rendeva le attività del tempo libero spesso piacevoli e ricche di significato.

Scrive Platon che “c’erano frequenti cerimonie pubbliche, accompagnate da processioni, banchetti e dimostrazioni acrobatiche eseguite in teatri appositamente costruiti”. Tra queste la celebre ‘taurokatharpsia’ o tauromachia.

Un altro studioso, Reynold Higgins, riassume così questo aspetto della vita cretese: “La religione per i Cretesi era una faccenda lieta, e veniva celebrata in palazzi-tempio o in santuari all’aperto, sulla cima della montagne e in caverne sacre..omissis. La religione era strettamente collegata con lo svago. L’importanza maggiore l’avevano le corride, che molto probabilmente si svolgevano nelle corti centrali dei grandi palazzi.” In effetti alcuni affreschi mostrano giovani uomini e donne che lavoravano in squadra, cercando a turno di afferrare le corna di un toro in carica e di fare una capriola sulla sua schiena.

Forse queste corride sono l’esempio più evidente della effettiva parità dei sessi, che caratterizzava la società cretese. In questo senso e per le somiglianze dei caratteri della scrittura, Marija Gimbutas ha ipotizzato che tra le civiltà balcaniche a cultura matrilineare e Creta non ci fosse soluzione di continuità.

Tuttavia questi rituali, che combinavano eccitazione, abilità e fervore religioso, sono tipici dello spirito minoico, anche per un altro motivo. Quella di Creta non era una civiltà ideale o utopica, bensì una società umana con i suoi problemi e le sue contraddizioni, che però erano affrontati con compattezza da parte dei cretesi, le cui città non furono mai in guerra tra loro, né tra differenti ceti sociali, né tra i sessi.

Questa peculiarità, sorretta dall’insularità geografica, aiutò molto la sopravvivenza della cultura minoica, che fu l’ultima civiltà dell’Antica Europa a cedere ai popoli indoeuropei di formazione asiatica.

NOTE:

(*) Una caratteristica degna di nota, che la distingue nettamente dalle altre grandi civiltà dell’epoca é la ripartizione della ricchezza in modo abbastanza equo. I reperti archeologici riferiscono di monili assai diffusi, senza particolari preziosità destinate a ceti sociali più elevati.

(**) Noi calcoliamo il tempo delle civiltà europee soltanto in secoli: segno di grande precarietà !