Cuperlo ricorda Tullio De Mauro

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Autore originale del testo: Gianni Cuperlo
Fonte: facebook

di Gianni Cuperlo, 5 gennaio  2017

Un paio di anni fa Sergio Staino mi invitò alla festa de l’Unità di Firenze per una serata particolare. Dovevo intervistare Tullio De Mauro su temi a lui cari, la lingua, la cultura, la politica e il modo di declinarla. Andai a comprarmi gli ultimi due libri del Professore (“Parole di giorni un po’ meno lontani” e “La cultura degli italiani”), li divorai con gusto e preparai una scaletta di domande che, come sempre accade in questi casi, finì col prendere una piega del tutto diversa. Ricordo che tenemmo questa conversazione in uno spazio minore rispetto al tendone dei dibattiti ma si riempì di molte persone, un po’ di tutte le età.

Fu una delle cose più belle che mi è capitato di fare dentro le nostre feste e la ricordo adesso qui con voi, qualche minuto dopo aver letto sulle agenzie che Tullio De Mauro ci ha lasciati. Grazie Maestro, per averci fatto amare le parole spiegandoci cosa nascondevano e per aver vissuto la formazione e l’antica virtù dell’istruire come arti moderne senza le quali il mondo ha meno senso.