Dalla Cosa renziana a un partito nuovo, largo, plurale, di tutti

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Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti

Matteo Renzi, a Radio Capital, ha detto che i magistrati avrebbero deciso di considerare la Fondazione Open come un partito. A me non pare che siano questi i termini esatti del problema. I pm dicono in realtà che la fondazione “ha agito da articolazione di partito”, che è cosa diversa. Non un partito ma una parte di esso, una sua “articolazione” appunto. Quale partito? Quello che era in progetto e che embrionalmente si stava consolidando e prendeva corpo già nel partito di cui Renzi era segretario e premier. “Articolazione” non indica un’organizzazione consolidata, ma un suo ‘dinamismo’, una sua branca. Secondo i magistrati, il sostegno in termini di risorse che si indirizzava verso le Leopolde, i Comitati e verso singole persone, erano eterodossi rispetto ai fini tipici di una fondazione. E proprio questo ‘sostegno’ indicava la spinta propulsiva che stava pervenendo a un ‘mondo’, a una capsula politica, affinché un ‘nuovo’ partito (PD mutato geneticamente o altra formazione politica come eventuale Piano B) sorgesse all’interno del panorama politico italiano sulle ceneri della sinistra storica.

Articolazione dunque, non partito tout court. Cambia molto, in effetti. Perché così la fondazione resta tale (seppure lontana da fini e meccanismi tipici) e il progetto politico è chiarito a partire dal volano che essa avrebbe dovuto assicurare ai pionieri del ‘nuovo’. Assicurare in modo mirato, ovvio, perché se le risorse fosse andate direttamente al PD (a parte i problemi di trasparenza) non sarebbero cadute in modo mirato su alcuni (difficile utilizzarle per la Leopolda, in tal caso, manifestazione di “parte” ma non di partito) ma avrebbero beneficiato l’intera organizzazione. Anche i non renziani. E invece la fondazione filtrava e governava flussi e risorse, e così si presentava come articolazione del ‘nuovo’ e come volano di futuro politico. In un certo senso Renzi ha ragione: la fondazione non era un partito (ma i magistrati, abbiamo visto, non dicono questo), la fondazione restava tale (seppur borderline): era il progetto tout court che era politico. Ed era contro il PD così com’era che l’articolazione si articolava, viepiù contro la restante parte di PD, non solo i presunti ‘scissionisti’, ma tutti, come Cuperlo aveva già capito nel 2014, cioè anzitempo.

Ricordate il film di John Carpenter, la Cosa? Dove l’entità penetrava nella nave spaziale e divorava tutto? Ecco. In questi anni è andata così. C’era qualcosa che voleva divorare tutto da dentro, ma era rigogliosamente alimentata da fuori. Una Cosa di cui ancor oggi è difficile stabilire l’identità. Roba centrista, dice qualcuno. Nuovismo, hanno detto altri. Ambizione sfrenata, altri ancora. Se dovessi dirvi la verità, io non ho ancora capito con chi abbiamo avuto (e abbiamo ancor oggi) a che fare. Roba nostra, qualcuno è pronto ad affermare. Ma anche in questo caso c’è un difetto di visione: i tempi ci inducono a guardarci sempre di più allo specchio, a vivere della nostra immagine riflessa, a scambiare per nostro, a sentire come ‘noi’ anche l’Altro, che invece resta Altro, sennò saremmo soli e disperati (e forse lo siamo comunque), nel culmine narcisistico del nostro ‘Io’.

Oso ipotizzare che la Cosa penetrata nel PD (a parte le difese abbassate e colpevoli) fosse un avversario nostro che incautamente, per stoltezza, per spaesamento della cultura politica di riferimento, abbiamo fatto entrare nel fortino addirittura tra gli applausi. Renzi la risorsa! Da cui oggi tentiamo con ritardo di salvarci. Ma non c’è guarigione possibile se non si fa politica. Se Zingaretti e gli altri soggetti di sinistra non avviano una fase nuova, di rifondazione, di recupero, di prospettiva che rimetta in campo la sinistra nella sua pluralità e in una qualche adeguata ed efficace unità organizzativa. Serve una prassi virtuosa, che faccia tesoro di una riflessione di fondo e di una marcia che continua. La politica è prassi, e le idee devono esserne parte, come volano. Andiamo avanti.