I Ras, i Cacicchi e le Signorie locali (secondo tradizione)

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti
I Ras, i Cacicchi e le Signorie locali (secondo tradizione)
Non ne posso più, lo ammetto, dei Presidenti di Regione che protestano contro la stretta, dei Sindaci che la invocano oggi sì domani no, di chi la vorrebbe ma dice che è tardiva, di chi la teme e propone soluzioni alternative tipo: lasciamo tutto com’è ma diamo ristori anche a chi non ha chiuso. È un coro di chiacchiere strampalate che appare sempre più come un immenso cicaleccio senza freni. Mai vista tanta classe dirigente locale così priva di responsabilità pubblica, mai vista un’assenza di vero dibattito politico-istituzionale come stavolta.
Per dire, il Sindaco di Napoli invoca la stretta, così dicono i giornali (buoni questi), ma nello stesso tempo dice che sarebbe tardiva (quindi? non si fa?). Se poi gli suggerisci di chiudere il lungomare zeppo come un uovo, ti risponde che no, non sia mai, se chiudiamo il passeggio poi i napoletani si vedono in casa o si assembrano altrove! C’è sempre un’avversativa. Ovviamente, De Luca vorrebbe che il lungomare di Napoli fosse chiuso, e che se ne occupasse direttamente il Sindaco (come da DPCM). Da parte sua tuttavia il lanciafiamme è servito solo a chiudere le scuole (PIL zero e zero rischi di proteste delle categorie ‘aprite-aprite’) ma non le attività (per quanto ne sappia).
Il vecchio “do ut des” (ti dò affinché tu mi dia, secondo la vecchia regola dei favori reciproci e dello scambio) qui funziona ancora, ma al negativo: non ti dò (non chiudo nulla per davvero, se non le cose che non portano fatturato ai privati) affinché tu non mia dia (in special modo fastidio con le tue proteste, e anzi non mi tolga il consenso, che è poi quel che conta davvero, altro che la salute pubblica). A questo gioco delle parti si è ridotta la famosa “rete delle autonomie locali” e il tanto lodato “tessuto regionale”, da cui l’Italia si aspetterebbe ben più che una specie di gioco del risiko tra Ras e Cacicchi. Mettetevi nei panni del governo e provate a chiedere collaborazione a chi cerca solo consenso locale e fa sindacato territoriale. Io non credo che sarebbe facile per voi giungere ad accordi seri, stabili e vantaggiosi per la popolazione e la sua salute.
Ripeto: queste leggi elettorali maggioritarie che danno un mandato diretto a Presidenti di Regione e Sindaci hanno creato il mostro, sono il male, perché invece di far crescere un tessuto di partiti, associazioni, reti politiche e sociali in connessione con le assemblee elettive hanno assunto al trono personaggi di secondo piano seppur dotati oggi di poteri rilevanti in fatto di sanità e trasporto locale. Capetti, signorotti che replicano l’antica tradizione delle Signorie e degli staterelli, invece di rafforzare responsabilmente la Repubblica e la risposta corale ai grandi problemi di carattere nazionale. In questa melma populista, in questi cori da stadio rischia di affondare il Paese nonostante la buona volontà del governo e l’impegno di tutti noi.
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