I war games ora sono reali

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di Antonio Gaeta, 10 aprile 2019

Dopo la mia denunzia (OGE: Organismi geneticamente editabili) * delle possibili conseguenze nel campo delle innovazioni tecnologiche (bio-tech comprese) sul quotidiano Il Manifesto leggiamo qualcosa che i TG non dicono o non conoscono.

Viviamo un’epoca caratterizzata anche (o soprattutto) da spionaggio online, disinformazione di massa organizzata attraverso fake-news, come durante la campagna elettorale di Donald Trump, cyber-attacchi per mandare in panne i sistemi informatici d’importanza nazionale e governativi (vedi Venezuela in funzione anti-Maduro). E’ accaduto non più tardi di un mese fa anche in Spagna (sabotaggio attribuito a una non meglio identificata «potenza straniera»), diffusione di allarmi stile «antrace», eliminazione di agenti segreti con cocktail, tisane e profumi infettati da radioisotopi di potenza letale.

Come se non bastasse tutto questo, il rapporto Bio Plus X: Arms control and the convergent of biology and emerging technologies del servizio Sipri, sostiene che i progressi della biotecnologia (manipolazione genetica di organismi: dai batteri ai tessuti umani) potrebbero essere messi a servizio della proliferazione di armi biologiche ed avere effetti distruttivi esponenziali. Soprattutto se unite con altre tre tecnologie “emergenti”: l’intelligenza artificiale (machine learning), la robotica (droni e robot killer integralmente automatici, capaci cioè di decidere quando e se colpire indipendentemente da qualsiasi decisione umana) e la “additive manufacturing” (più comunemente nota come stampa 3D).

Ciò che allarma di più é che attualmente la convergenza di queste tecnologie innovative in ambito bellico è non solo possibile ma anche temibile, perché difficilmente controllabile !

(*) – Vedi https://www.nuovatlantide.org/oge-organismi-geneticamente-editabili/