Il desiderio mi brucia

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di Cesare Pavese

Il desiderio mi brucia
il desiderio di cose belle
che ho viste e non vissute.
Il desiderio mi brucia
ed impera ardente e solo
nel mio cuore e nel mio cervello.
Desidero tante cose
che ho viste in trasparenza
di musica fiori e profumi.
Di luci e di brusii strani
che avvicinano l’anima alla poesia.

     Che è questa voce?
È il mio violino che canta
(Strano. Eppure io non ci sono!)
E questa vertigine insolita?
È quella che provo quando La vedo.
Tutto pare uno strano capogiro di febbre
pieno di tanti frantumi di cristallo
che scintillano e tintinnano
tintinnano, tintinnano e scintillano…
… ed in questa vertiginosa ridda
ancora la vedo, bella e quasi assente
immensamente bella
ma lontana…
… lontana…
… lontana…
… come la musica…
… come l’inebriante profumo…
… come le luci che ora sono
nel silenzio spente.

Cesare Pavese

[8 marzo 1929]

da “Prima di «Lavorare stanca » (1923-1930)”, in “Cesare Pavese, Le poesie”, Einaudi, Torino, 1998