Il fascino indiscreto di un improbabile e improvviso uomo di stato: Luigi Di Maio “di lotta e di potere”

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Autore originale del testo: Giuliano Ferrara
Fonte: Il Foglio

breve stralcio dell’editoriale di Giuliano Ferrara su Il Foglio:

Elogio malandrino di un improbabile e improvviso uomo di stato: Luigi Di Maio

Giggino Di Maio mi annoia, non lo guardo, non lo leggo, non lo seguo tranne che per l’essenziale, ho condiviso stupore e stordimento per il suo successo, ira per il governo del contratto, per il reddito di pigranza, e sempre l’ho considerato con un non commendevole ma sentito sussiego, il bibitaro, il capo politico addirittura, il baro del sistema Rousseau, quello che ha estorto al padre un autodafé sull’abusivismo utile alla sua reputazione…..Ma da quando “tipi alla Paragone, quello sfuggito alla Gabbia della Lega” gliel’hanno giurata che ci posso fare?, comincio a considerare l’onorevole Di Maio, il signor ministro, il capo politico addirittura, qualcosa di molto simile a un uomo di Stato”…..(puoi continuare a leggere il testo originale su Il Foglio ) 

E Ferrara argomenta con articolate e precise ragioni il radicale cambiamento su Luigi Di Maio: “Capite che un malandro come me, infervorato nella stagione in cui al posto del voto subito pro nazi-pop, coronamento di un anno bellissimo, si è messo un Gobierno di legislatura, con lo stesso cappello lobbista e con un programma minimo fatto di stracci e paillettes, un esecutivo capace di durare tre anni bellissimi, non può ormai non arrendersi al fascino indiscreto del bibitaro di lotta e di potere, installato con il suo superstaff alla Farnesina dove danni maggiori di molti predecessori non dovrebbe farne, anche se tutto è sempre possibile”.

Ferrara conclude con la conversione: “Non sono io che ho cambiato opinione, cosa che faccio quando e quanto mi pare, è lui, Giggino che si sta pian piano redimendo”.