Il quadrilatero del Conte Zingaretzky

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Grillo, Conte, Zingaretti, Bersani sono un buon quadrilatero difensivo. Non dico quello di Radetzky che porta male, anche se valse per un bel pezzo il dominio militare della Padania. Ma certo un sistema difensivo che può durare e segnare un ciclo strategico. Una fortificazione dalla quale fare partire l’attacco e al riparo della quale ritirarsi in caso di pericolo. Capace cioè di tenere il dominio. Qualcosa di più elastico e adattabile della Maginot del partito maggioritario.

Questo sistema non avrebbe potuto strutturarsi senza il governo Conte e la rinuncia alle elezioni anticipate pretese dalla destra. Senza il ‘quadrilatero’ la destra avrebbe stravinto, con buona pace di tanti utili idioti fautori di uno scontro catartico che avrebbe rigenerato miracolosamente l’opposizione alla destra.

Oggi che il quadrilatero c’è l’eventualità di elezioni non costituisce più una minaccia. Con l’attuale legge elettorale (certo da emendare, ma cum grano salis) il nuovo centrosinistra a due gambe può reggere il confronto con buone probabilità di vincerlo.

I lavorii sui due lati del quadrilatero per indebolirlo sono fuochi di paglia.

Il ‘fuoco amico’ di Di Maio trae spunto da motivazioni personali e da alcune istanze ‘socialmente moderate’ del movimento. A tutti gli effetti è un ‘capo’ dimidiato che soffre la rinnovata leadership carismatica di Grillo e il crescente appeal politico di Conte. L’eventualità di prendere il posto di Conte (insufflata prima da Salvini e poi da Renzi) è una fanfaluca. Di Maio non può spingere la sua guerriglia oltre la linea che gli varrebbe solo la perdita del ministero

Il ‘fuoco del cecchino’ di Renzi e dei suoi filibustieri è puro velleitarismo. L’asse strategico di Italia Viva – svuotare il Pd e aggregare forze moderate e di destra al centro – è privo di fondamento e comunque fuori tempo massimo. A parte la peculiarità del sistema presidenziale, Macron è potuto emergere in Francia sull’onda della crisi simultanea dei socialisti e dei repubblicani. Situazione per nulla analoga a quella italiana, anche a prescindere dall’antipatia che suscita l’egolatra di Rignano, dal momento che si è ricostituito un asse di centro-sinistra (il quadrilatero) e che la Lega ha ormai saturato lo spazio di Forza Italia.

E vero che i due tipi, Renzi soprattutto, opereranno alacremente per indebolire la cinta di governo e mestare nel torbido. Ma mancano dell’arma finale per imporre un nuovo rapporto di forza nell’alleanza di governo. Al primo serio incidente saranno Conte e Zingaretti a sciogliere la riserva di pazienza e andare alle elezioni. Potendo giocarsi la partita contro la destra e schiacciando i sabotatori nella terra di nessuno.