La ‘nuda vita’ che fugge dalle situazioni terribili. Marinelli politico

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Autore originale del testo: Alfredo Morganti

“A tutte le persone splendide che sono in mare a salvare persone che fuggono da situazioni terribili”. Luca #Marinelli, nei ringraziamenti per la Coppa Volpi meritata a Venezia, non ha voluto dimenticare la ‘#nudavita’ che affronta il mare sperando in un futuro migliore. Non è un pensiero qualunque. Gli rende onore. Ed è un pensiero politico, non genericamente umanitario, perché non è solo ‘umanità’ quella che viene invocata, ma una risposta effettiva alla ‘potenza’ politica che (Salvini docet) intende legittimarsi scagliandosi contro chi non ha diritti, né tutele, né forme di salvezza: nuda vita appunto. ‘Nuda vita’, peraltro, che non è solo il #migrante a cui si chiudono i porti, ma il lavoratore sfruttato, sottopagato, quello flessibile, precario, il giovane senza un futuro, le donne che subiscono violenza, le persone umili, fragili, deboli che subiscono la ‘potenza’ di chi ha risorse, strumenti, ricchezza, relazioni. Vita ‘nuda’ perché fuori dalla protezione concreta di una legge, ‘eccezione’ rispetto alle norme, esistenza ridotta a ‘corpo’ utile (o meno) alla creazione di ricchezza altrui. Non degna di essere vissuta, dicevano i medici tedeschi negli anni trenta.

‘Nuda’ perché senza ‘#salvezza’. Puramente ‘eccedente’. È su questi corpi che si misura, si legittima e si esercita il potere, da sempre forte coi deboli e debolissimo coi forti. E si smetta di ritenere che questa ‘nudità’ sia il destino di pochi marginali sfortunati, di altre donne e uomini meno capaci o ‘meritevoli’, dal quale noi saremmo scampati. Non è così. Oggi l’eccezione è norma. Il potere, la potenza politica tendono a governare le popolazioni aggredendo vite indifese, togliendo protezione, regalando l’inferno sociale, e facendoci credere che l’inferno sia solo altrui, mai nostro. Quando invece è sui corpi di tutti, è sulla vita concreta, sociale, biologica, che si misura una modalità del potere che punta direttamente la popolazione e il ‘capitale umano’, piuttosto che il territorio. Una sovranità che si esercita sulle esistenze deboli, sulle vite ‘sacre’, piuttosto che sui ‘sacri’ confini. Il sovranismo, sotto questo punto di vista, con la sua insistenza sulle frontiere, le dogane, i nazionalismi, è davvero una truffa. Pensare le ‘cose’ di nuovo come ‘persone’ sarebbe la vera novità. La sinistra ha questo compito fondativo.