La trattativa Stato-mafia c’è stata!

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di Vincenzo Musacchio – 20 aprile 2018

Sono anni che mi angoscio nel dirlo ma sembra che fino ad oggi nessuno volesse crederlo. La trattativa Stato-mafia non è più un romanzo di fantasia (come diceva qualche professore universitario)  ma oggi è una triste realtà! Ora possiamo dire senza timore alcuno che all’inizio degli anni novanta c’è stata una trattativa tra Mafia e Stato italiano, per raggiungere un accordo sulla fine degli attentati stragisti, in cambio dell’attenuazione delle misure detentive (lo afferma una sentenza penale della Corte d’Assise di Palermo del 20 aprile 2018).

Tutto partì dalla sentenza del Maxi-processo. Da allora Cosa Nostra decise la linea delle stragi. Nel giro di pochi mesi caddero vittime di attentati Salvo Lima, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Ignazio Salvo. Personalmente ritengo che Paolo Borsellino sarebbe stato ammazzato proprio per la sua volontà di ostacolare questi accordi. Ad essere onesti fino in fondo credo bisogna avere il coraggio di dire che lo Stato si sia piegato alle mafie da molti decenni. Questo accade perché ovunque non vi sia la presenza dello Stato, quello vero, la mafia diventa Stato! Non dimentichiamoci che le mafie fin dal loro apparire hanno sempre svolto la funzione di “cani da guardia” del potere costituito, il loro principale compito era, ed è, di tenere sotto controllo e garantire gli “affari” tra mafie e potere centrale. Dirò di più: quali siano oggi i rapporti tra crimine organizzato e Stato sono noti a tutti gli esseri umani di buon senso, la sentenza di Palermo è solo una ulteriore conferma. E’ un dato di fatto ormai che i rapporti tra i due poteri siano talmente stretti che spesso sia impossibile distinguere l’uno dall’altro.

E’ impossibile colpire duramente il crimine organizzato senza danneggiare, in alcuni casi, anche il tessuto istituzionale. Le mafie si sono insinuate ovunque con l’approvazione del potere politico. Anzi non di rado la politica dipende dal potere mafioso: le mafie costruiscono le basi clientelari che poi divengono bacini elettorali per molti politici. Voglio ribadire con veemenza che non possiamo e non dobbiamo neanche dimenticare che la trattativa ha sì salvato la vita a qualcuno (come si afferma da più parti) sacrificando però il suo più strenuo oppositore, un certo Paolo Borsellino! Quindi non ho difficoltà nel paragonare la trattativa ad una delle condotte più spregevoli ed abiette poste in essere da pezzi dello Stato italiano!

(Vincenzo Musacchio, direttore scientifico della Scuola di Legalità

 “don Peppe Diana” di Roma e del Molise).