Le lapidi e il tradimento

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Si comincia sfregiando le lapidi degli ebrei nei cimiteri, e poi si sottraggono le pietre d’inciampo che ricordano i deportati. Nel frattempo si chiamano le donne rom ‘zingaraccie’ e si minacciano le ruspe per spianare le loro case, compresi i loro figli. L’escalation prevede quindi che si chiudano i porti ai disgraziati neri che vogliono solo accoglienza, chiudendo le braccia all’altro e gli occhi alla sofferenza.

Sono soltanto minoranze, sono poveri, sono altri da noi. Che ci importa. Anzi, meglio, perché ci rubano lavoro, assistenza, sanità (cultura no, chissenefrega dei libri) e fanno i padroni in casa nostra. Anche gli operai la pensano così, anche i penultimi non amano gli ultimi, ‘prima gli italiani’ dicono pure gli iscritti alla CGIL.

Poi accade che le cose non si fermano lì. Che alle minoranze seguono le classi, i lavoratori, compreso il cosiddetto ‘popolo’. E dalle lapidi degli ebrei, dai barconi e dalle ruspe contro i rom si passi direttamente all’obiettivo vero, i subalterni, che sono in fondo alla scala sociale. E con essi alla democrazia. Gli stessi che oggi dicono di stare dalla parte del ‘popolo’, che cacciano i neri, che ‘ruspano’ i rom e che votano a destra, poi distruggono le lapidi dei sindacalisti come Giuseppe Di Vittorio e calano la maschera.

Non è solo questione di risentimento seminato a bella posta, è proprio odio di classe, che si alimenta ogni giorno con l’odio verso le minoranze e gli ultimissimi. È storia vecchia, in fondo. E i primi a non capirlo, perché la storia non si studia più, sono proprio i lavoratori. I fatti dicono che stiamo tradendo la memoria dei nostri padri. Altro che stare dalla parte del popolo. Ogni lapide che cade è un tradimento.

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La Repubblica

Foggia, distrutta la stele di Di Vittorio nel giorno della nascita del sindacalista. La Cgil: “Gesto miserabile”

Nel giorno della nascita del sindacalista Giuseppe Di Vittorio, avvenuta l’11 agosto del 1892, ignoti hanno vandalizzato la stele commemorativa che si trova a Orta Nova (Fg), in località Cirillo, nel luogo in cui il sindacalista ebbe il suo primo lavoro.

Orta Nova, vandalizzata la stele commemorativa di Giuseppe Di Vittorio
“Chi ha distrutto la stele commemorativa di Di Vittorio, a Orta Nova, certamente è un miserabile, figlio di un’epoca tristemente segnata dai seminatori d’odio. Apprezziamo l’immediata presa di posizione del sindaco Mimmo Lasorsa e del consigliere comunale Gianluca Di Giovine che hanno assicurato l’immediato ripristino della stele”. E’ Franco Persiano, segretario provinciale dello SPI Cgil Foggia, a intervenire riguardo all’atto vandalico.

“Abbiamo un ministro della Discordia che, invece di lavorare al bene di tutto il Paese, va in tour sulle spiagge a disseminare parole d’odio e di contrapposizione. Quanto accaduto a Orta Nova, e quanto sta succedendo in tutta Italia, è la dimostrazione che occorre ricostruire e rafforzare le basi della cultura democratica nel segno del rispetto e della conoscenza”.

“L’ignoranza genera miseria e partorisce gli imbecilli che, con gesti come quello che stiamo commentando, si appuntano sul petto la medaglia di latta che certifica il loro vuoto. Giuseppe Di Vittorio era rispettato da tutti, anche dai suoi avversari, perchè fu un uomo capace realmente di lottare per il bene di tutti, partendo dagli ultimi, dai braccianti, dai lavoratori e dalle lavoratrici, favorendo il loro riscatto da condizioni di povertà e sopraffazione” ha concluso Persiano.