LE LEGGI FERREE: IMITAZIONE ED ESEMPIO, AMMIRAZIONE E ASCENDENTE

per Filoteo Nicolini

LE LEGGI FERREE: IMITAZIONE ED ESEMPIO, AMMIRAZIONE E ASCENDENTE

Nel dibattito che è nato per i recenti episodi di violenza giovanile, vorrei dire anche io la mia. Parlo dell’educazione dei piccoli, la cartina al tornasole delle responsabilità di adulti e familiari vicini. Faccio mia la citazione di Jean Paul secondo il quale il bambino e la bambina apprendono più durante i primissimi anni che durante tutti i viaggi e tutte le esperienze quando saranno giovani e adulti. Infatti, i piccoli imparano per imitazione ed esempio.

Si formano disposizioni per un sano senso morale se i piccoli percepiscono fatti morali nella loro casa. Se prima dei sei o sette anni l’infante vede nel suo intorno solo atteggiamenti futili e inetti, l’anima di quella piccola creatura acquisisce forme tali che lo preparano per la futilità e la inettitudine nella vita. Così come i muscoli della mano divengono forti quando esercitano attività vigorose, l’anima segue un cammino certo quando riceve gli impulsi adeguati dall’ambiente.

Ancora ricordo una bambolina fatta con un tovagliolo piegato ad arte dalle mani di mia madre, con le due punte per le braccia, le altre due per le gambe, e piccoli segni per indicarne il volto. Non insisto sull’aspetto estetico discutibile, ma sul grande valore che tale iniziativa o altre simili assume agli occhi dei piccoli per stimolarli a migliorare per mezzo della fantasia quella figura abbozzata. Questa attività di immaginazione ha un grande effetto sulla piccola creatura, tra cui l’auto stima. Ma se l’infante riceve la bambolina bella e fatta, che resta da fare al cervello? Invece di sbocciare, si dissecca e si atrofizza. I giocattoli che hanno forme morte e geometriche non aiutano certo le forze che plasmano l’anima, mentre tutto ciò che susciti l’idea della vita agirà di forma sana. Si capisce che quel giocattolo fatto insieme a casa possa agire nel senso giusto e generare allegria e piacere.

Tra gli impulsi che hanno un effetto plasmatore c’è l’allegria dell’ambiente immediato e quindi i visi allegri, pervasi da un amore sincero e mai simulato. Quando l’infante può imitare tali esempi in una atmosfera sana, si incontra nell’elemento adeguato.

E qui si comprende come nell’intorno immediato non dovrebbe succedere niente che la creatura non possa imitare.

La tendenza a imitare vale soprattutto per i primi anni di vita, mentre si sviluppa il corpo fisico. È’ ascoltando che il piccolo apprende a parlare. Un mezzo molto educativo sono le canzoni infantili, dove ciò che conta è il ritmo e la bellezza musicale e meno il significato. Quanto più si dà vita alla vista e all’udito con stimoli adeguati naturali e non con immagini artificiali e video, tanto meglio per il futuro sviluppo dei quell’anima. Chi ha orecchie per intendere, intenda…..

Poi comincerà nell’epoca del cambio dei denti l’interpretazione dei fatti e la ricerca del senso, una volta che l’imitazione di fatti fisici abbia compiuto la sua funzione. Ora contano di più le immagini, le analogie, la fantasia, affinchè possano emergere il temperamento, la memoria, le abitudini, la prima coscienza di sè.

E qui maestre e maestri dovrebbero avere dei modi di osservare e giudicare il mondo che siano atti a svegliare le forze morali e intellettuali. Mentre nei primi anni le parole magiche sono l’imitazione e l’esempio, ora dopo i sei anni le parole magiche sono l’aspirazione e l’ascendente. La figura del maestro e della maestra deve avere una autorità naturale, spontanea, tale da suscitare rispetto e ammirazione. Ora si forma e si consolida il rispetto per gli altri esseri umani e l’educazione alle differenze, di genere e di sesso. Ammirazione e idee morali sono fondamentali e non dovrebbero atrofiarsi mai, perchè generano col passare degli anni degli effetti durevoli. È felice l’adolescente che può elevare il suo sguardo al maestro e all’educatrice come a delle autorità naturali e riconosciute, espressione di forza intellettuale e morale.

Siamo lontani da tutto questo, va detto. Il fatto è che se non rispettiamo certe leggi che reggono l’educazione, o le usiamo all’inverso, o peggio ancora, le ignoriamo, poi non possiamo lamentarci. Le leggi dell’imitazione e dell’esempio, insieme alle leggi della aspirazione e l’ascendente, sono lì per essere riconosciute e per indicare il cammino. Sono la ferrea necessità.

FILOTEO NICOLINI

 

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