Liberi e Uguali non a caso

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di Pina Fasciani – 4 dicembre 2017

L’articolo 3 della Costituzione dal 3 dicembre 2017 torna a vivere. In quell’articolo sono scritti i principi ispiratori del nuovo soggetto politico annunciato ieri e che si porrà, dalle prossime elezioni, a sinistra dello schieramento politico italiano.

Liberi perché senza un lavoro non lo si è, senza servizi sociali universali non lo si è. Lo stato di necessità, quello di non poter vivere dignitosamente, preclude la realizzazione del proprio progetto di vita e costringe a rinunce dolorose, confina nella rabbia e nel rancore intere generazioni. Su questa rabbia si innestano forze insidiose, antidemocratiche che attentano sia le istituzioni democratiche che i diritti già conquistati. 
Liberi perché la libertà è fonte di felicità.

Uguali perche’ non lo si è , troppa distanza separa chi detiene le leve del potere finanziario e economico e chi vi deve sottostare. Troppo profondo è il solco tra i pochi che decidono il destino di molti. Insopportabile è diventata la distanza di condizione, opportunità, tra chi nasce in un luogo anziché in un altro,tra chi è di un colore anziché di un altro, tra il nascere uomo oppure donna. Il destino di ognuno non può essere segnato da questo, ma segnato dall’essere parte tutti della umanità e pertanto con pari dignità e possibilità.
Uguali perché siamo tutti umani.

Abbiamo un compito politico straordinario e ieri ci siamo assunti la responsabilità di assolverlo. Lo faremo insieme con entusiasmo. Lo stesso entusiasmo, convinzione che ho visto ieri. Le parole hanno un peso, come hanno un peso le preoccupazioni, le speranze e la voglia di ritrovare una casa. 
Quella casa messa a soqquadro da politiche estranee a quei principi, a quei valori.
Ne ricostruiremo le fondamenta, cominciando da una lista unita per arrivare al progetto più ambizioso di costruire un Partito, quel partito che oggi non c’è e che si farà interprete dei bisogni dei molti dimenticati .

Il voto utile sarà questo, abbiamo bisogno di tutti per costruire questo progetto, di tutti quelli che autenticamente aspirano a un Paese più giusto, che sappiano tramutare la rabbia in scelta consapevole, senza estraneità. Non si chiede un atto di fiducia al buio, si chiede un atto di partecipazione consapevole affinché il nostro destino torni nelle nostre mani.

Ieri è cominciata una nuova storia, lo dicono i tantissimi che sono venuti a Roma. Ma lo si percepisce dalle parole di molti commentatori che stravolgono, minimizzano, omettono, dagli attacchi già sferrati e le stupide polemiche costruite. È un buon segno. Vuol dire che ci siamo,esistiamo e facciamo paura.

Ciò però ci deve indurre a non mollare, raffinati si faranno gli attacchi, a non abbassare la guardia per continuare serenamente a ritessere la tela della ricomposizione di un Paese frantumato, diviso, sfinito.

Grasso , insieme a Speranza, Fratoianni e Civati , saranno la nostra voce, saranno i nostri volti, saranno le nostre parole.

Buon lavoro allora a tutti noi.